sempre bloccata o in una visione formale , stereotipata e dunque banalizzata , limitata , oppure la si riscontra calata in un contesto per lo più di violenza che , partendo dalla semplice libidine , arriva alla violenza vera e propria – che sia di tipo verbale , psicologica o sessuale - , sino a giungere alla sua eliminazione fisica . Per tornare al tema che mi compete – e cioè la figura femminile nella Letteratura – al fine di fornire , nel mare magno che questa comporta , almeno alcuni degli esempi più significativi , voglio partire proprio dal Sommo poeta , Dante Alighieri , che , nel celeberrimo V canto dell ’ Inferno , racconta , con commozione , non scevra però di condanna , la tragica vicenda di Paolo e Francesca : in fondo “ un femminicidio ante litteram ”. Vorrei avere il tempo per citarne almeno i brani più toccanti , ma forse è meglio che ognuno se li vada individualmente a rileggere , “ in angulo cum libro ”. Altro esempio pregnante ed altrettanto famoso – anche se in questo caso la protagonista viene bollata come peccatrice e non vittima – è quello relativo alla Monaca di Monza , di Manzoniana memoria : “… La sciagurata rispose .” Subire le colpe per una scelta non propria , e cioè ” La monacazione forzata ”, la rende invece , a mio parere , una vittima … Quasi una SAMAN del passato : due donne , pur in secoli così lontani tra loro , per diverse piaghe dell ’ animo , altrettanto sfortunate . Entrambe infatti considerate ” donne oggetto ” nelle mani di un padre padrone o di fratelli despoti ed autoritari . Un altro caso celebre , questa volta della letteratura straniera , è Fantine , l ’ angelo . caduto dei Miserabili di Victor Hugo : alla donna non è permesso sbagliare , perché già Eva sbagliò per tutte noi . E , man mano , scivolando nell ’ Ottocento – secolo , apparentemente , così garbato , salottiero ed elegante – ci si accorge come il tema della violenza – ancor più se si tratta di vero e proprio ” stupro ” – venga accuratamente evitato , cancellato , quasi negato . Una delle poche citazioni dell ’ epoca , l ’ ho reperita in una novella del Verga – che intendeva rispondere almeno al suo ansito di ” Verismo ” - , e cioè “ Tentazione ” “, dove una violenza di gruppo di tre ragazzi ai danni di una contadina – che non ci viene neppure descritta se fosse bella o brutta , giovane o vecchia , in abiti succinti o monacali – viene liquidata come “ l ’ eterna tentazione che rappresenta la donna ,