Ma non era provvisorio quello per Fiamma cui dedicava biglietti poetici bellissimi . Si cercavano ovunque . Lei servetta lui mezzo eroe locale . Si possedevano ovunque . Neppure li spingeva il dubbio del nascondersi . Ne nacque storia avvelenata dall ’ invidia . Lei aspettava un figlio da lui che la guardava con sospetto . La tenne in sospeso . La ripescarono in fondo al lago gonfia di bimbo e di limo . Cambiò città , amici e mestiere .
Un lavoro importante a rimuovere i fantasmi . Ossessivi e pulsanti . Allontanati tornavano come giostra in crescendo . Lei e bambino Bambino e lei . Lavoro fino allo sfinimento . Poi bettola . Il tanto denaro del congedo addolciva le angosce e aiutava gli amici . E il vetro era la vita . Duro e fragile . E trasparente .
Trovò un nuovo amore senza cercarlo . Era a pensione . Nipote avvenente , disponibile implume . Aiutava la zia . Doveva uscire dalle sue ossessioni . Se la portò in un prato con possesso violento e breve . Successe ancora e ancora . Divenne nuovo amore , balsamo lento e sicuro sul vecchio . adesso , pensò . Iniziò con lento processo . Debolezza incredibile . Dimagramento monacale . Certe mattine era sofferenza . Si torceva nel letto .
E così si divise dai suoi . Passava in mezzo la linea del fronte . Forsennata ricerca della nuova salute . Viaggi inutili fra sanatori-ghetti . Vide incredibilmente la biondina gravida e provvisoria . Poi passò il fronte e fu comunque separazione .” È senza speranza ” incrudelivano i medici . La moglie bambina si guardò attorno . Doveva cercare un ’ ancora che trovò . Il fronte li mise nello stesso spazio . Lui , ormai era delirio ed estraneità . Lei badò al figlio . E così lui morì in quell ’ angolo crudo e spoglio . I cipressi , alla finestra , si allontanavano nell ’ acqua settembrina . La vita gli apparve allora vetro durissimo e fragile . Non ebbe tempo per affacciarsi alla trasparenza . O non volle . No
Bruno Marone
Poi avvenne . La vita presentò il suo conto eccessivo . Proprio