“ LA RESPONSABILITÀ” DI SIMONE WEIL – A CURA DI MARIA ROSARIA TENI
Un’ autentica vita democratica non può che fondarsi sull’ impegno e sulla responsabilità diretta di ogni cittadino. Questo tema, così sentito oggi, è collocato dalla scrittrice francese nel più vasto contesto della formazione umana e sociale della persona. Questo profondo passaggio è tratto da“ La prima radice”( L’ Enracinement), l’ opera filosofica e politica scritta da Simone Weil nel 1943, poco prima della sua prematura scomparsa. Il testo centra uno dei temi più cari alla filosofa francese: l’ idea che l’ essere umano non viva di solo pane, ma che l’ anima abbia dei veri e propri“ bisogni vitali”, come la responsabilità, l’ iniziativa e il sentirsi utili che sono tanto necessari alla sopravvivenza psicologica e spirituale quanto il cibo lo è per il corpo. Weil lancia una critica lucidissima sia al capitalismo industriale, che riduce il lavoratore( il“ manovale”) a un ingranaggio cieco privo di potere decisionale, sia all’ insufficienza del puro assistenzialismo statale. La disoccupazione, spiega l’ autrice, non è un dramma solo economico, ma un’ asfissia morale: togliere a un uomo la possibilità di contribuire alla comunità significa annullare la sua dignità, rendendo persino i diritti politici( come il voto) un guscio vuoto. Per la Weil, una società sana ha il dovere di essere a“ misura d’ uomo”, stimolando la partecipazione attiva, il decentramento politico e l’ impegno collettivo. Se una comunità non garantisce queste radici spirituali ai suoi membri, non è solo inefficiente: è, usando le sue parole,“ guasta” e richiede una trasformazione radicale.
« L’ iniziativa e la responsabilità, il senso di essere utile e persino indispensabile, sono bisogni vitali dell’ anima umana. Una completa privazione di questo si ha nell’ esempio del disoccupato, anche quando è sovvenzionato sí da consentirgli di mangiare, di vestirsi, di pagare l’ affitto. Egli non rappresenta nulla nella vita economica e il certificato elettorale che dimostra la sua parte nella vita politica non ha per lui alcun senso. Il manovale si trova in una situazione appena migliore. La soddisfazione di questo bisogno esige che un uomo debba prendere spesso decisioni su problemi, grandi o piccoli, i cui interessi siano estranei ai suoi propri, ma
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