RIVISTA-CULTURA OLTRE MAGGIO -2023 - N.5 5-RIVISTA-CULTURA MAGGIO -2023 | Page 9

fondamento del mondo conduce i filosofi scolastici a teorizzare le prove per la dimostrazione dell ’ esistenza di Dio . Vi sono due tipologie di prove : la prova ontologica che parte da Dio per arrivare al mondo esterno formulata da Anselmo d ’ Aosta e le prove a posteriori teorizzate da Tommaso d ’ Aquino . Non mi soffermerò sulla sottigliezza logica delle dimostrazioni che rendono tuttavia comprensibile e giustificabile l ’ essere degli enti . Nel Rinascimento i filosofi non si sono distaccati da questa relazione tra mondo e Dio , tra macrocosmo e microcosmo ; la divinità è stata concepita all ’ interno della natura , fino ad identificarsi con essa .
In età moderna Cartesio ripristina la trascendenza divina riprendendo le prove razionali della scolastica , facendo così derivare dall ’ esistenza di Dio quella del mondo esterno . Per il filosofo razionalista francese esistono , dunque , tre sostanze : la sostanza pensante ( res cogitans ) riferita al soggetto , condizione necessaria dell ’ appercezione di sé e della percezione del mondo esterno , la res exstensa che Cartesio fa derivare dalla dimostrazione dell ’ esistenza di Dio argomentata riprendendo le prove razionali scolastiche .
Spinoza trasforma la sostanza divina in unica entità da cui fa derivare , attraverso un cogente e necessario processo deduttivo , tutti gli enti della natura . Dio è in ogni cosa ed ogni essere è in Dio .
Dall ’ unità della sostanza divina Spinoza deduce , secondo un preciso teorema geometrico , la molteplicità del mondo . La filosofia che cerca la verità , conosce l ’ unità divina tramite l ’ intuizione intellettuale che , oltrepassando la molteplicità ed il divenire , giunge alla sostanza divina che fa essere ogni cosa ciò che è , nell ’ ordine -necessario conferitole da Dio . Il panteismo spinoziano avrà un discreto successo in epoca romantica quando poeti come Goethe , Holderlin o filosofi come Schelling vedranno nella natura l ’ immagine del divino .
Il filosofo tedesco Leibiniz separa il piano metafisico da quello empirico . L ’ uomo può operare attraverso l ’ esperienza e l ’ intelletto all ’ interno del mondo empirico , costituendo oggetti di conoscenza definite da Leibiniz monadi . Esse unendosi formano la materia e le realtà spirituali . Dio conosce il destino di ogni monade ma lascia a ciascun essere la libertà di progettare se stesso .
L ’ edificio metafisico incomincia a sgretolarsi con l ’ empirismo inglese del Seicento ( Locke ) cui fa seguito lo scetticismo gnoseologico e metafisico di Hume che Kant svilupperà fino a dare alla metafisica una svolta importante . Locke mette in dubbio la conoscibilità della sostanza e l ’ esistenza delle idee innate che sono le fondamenta della metafisica occidentale . Hume radicalizza il dubbio estendendolo ad ogni conoscenza