RIVISTA CULTURA OLTRE LUGLIO 2026 - N.7 | Page 52

Nel suo letto rosato Ecìla quella notte non riusciva a prendere sonno. Quell’ uomo – al pari del castello – era qualcosa che pareva sfuggire al suo dominio … Un’ onda anomala nel mare calmo e conosciuto di Imageland.
Tuttavia intuiva che nell’ uomo dello specchio – o, se si preferiva Libero – non sussisteva quel fondo inquietante … quel retrogusto amaro che trasmetteva il tetro maniero. L’ uomo dello specchio, nonostante quella sua sorta di travestimento, comunicava un senso di pulito, di onesto, d’ armonioso. Come nel chiarore di un lampo Ecìla rivide i lineamenti regolari che abitavano quel volto … gli occhi scuri, ma dallo sguardo limpido, leale. Le mani sottili dalle dita lunghe ed aggraziate e quello straordinario sorriso che gli apriva persino una fossetta sulla guancia. Quell’ uomo, chiunque fosse, ne era certa, non nascondeva oscuri segreti ma, piuttosto, l’ esatto contrario. Con quel sorriso dell’ uomo dello specchio che attraversava la sua mente, Ecìla finalmente accolse il sonno.
Myriam Ambrosini
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