Mentre erano all’ interno del suddetto posto fatato, ipnotizzati dagli sgargianti colori tipici del periodo natalizio, Mario si trovò davanti ad uno scaffale dove erano esposte le statuine del presepe. In un istante fu preso per mano dai ricordi, come accade ad un bambino accolto a destra dal padre e a sinistra dalla madre, e condotto lungo una strada senza alcun timore di percorrerla. Si materializzo davanti ai suoi occhi il presepe di sua nonna, semplice con poche statuine, alcune anche un po’ ammaccate e scolorite, come la carta delle montagne e del cielo che avevano perso l’ intensità dei loro colori donandola ai natali passati. Così semplice, ogni anno uguale, ma sempre dotato di una ipnotica bellezza che gli suscitava un’ emozione che non sapeva descrivere, che non aveva sapore ne colore, ma aveva sicuramente solcato sia la testa che il cuore lasciando una traccia che non conosceva la spietatezza del tempo che passa. Mosso da quell’ emozione, Mario si voltò verso Ernesto con entusiasmo fanciullesco, e sorridendo disse:“ Ho un’ idea geniale!!! Compriamo delle statuine e facciamo il presepe nel salone condominiale, faremo una bella sorpresa a tutti” Ernesto, si voltò guardando Mario come il Grinch guarda un albero di Natale, poi dopo un sospiro che ricordava più uno sbuffo replicò:“ Ma che stai scherzando?! Il presepe?! Lo sai che responsabilità ti prendi? Non è più tempo per il presepe! Andiamo a fare la spesa che ho fame e finisce il sushi in offerta”. Mario ormai ritrovato il suo cuore bambino, non era intenzionato a desistere, piantato in modo inamovibile davanti allo scaffale, come un pensionato davanti ad un cantiere, era pronto a far valere a tutti i costi il suo desiderio, ed iniziò così un acceso botta e risposta:“ Ma che dici! Che responsabilità! Stiamo parlando di un presepe!”“ Appunto un presepe! Li leggi i giornali o guardi solo le figure? Lo vuoi mettere pure nel salone condominiale. Ti rendi conto? Siamo nel 2025 mica nel 1900, il mondo è cambiato. Non è più tempo per fare il presepe”“ Esagerato! Ma che dici! A chi vuoi che dia fastidio? Che pericolo c’ è? È una cosa bella!”“ Ok, te la prendi tu la responsabilità. Sentiamo, come lo faresti questo presepe? Quali personaggi pensi possano farne parte senza problemi. Te lo ripeto: non è più tempo di fare il presepe”“ Quali personaggi? I classici … Che ti devo dire, iniziamo con il pastorello”“ Bravo hai preso subito uno dei peggio, lavoro minorile. Arriva l’ ispettorato e ci tolgono presepe, albero, e quella campana della raccolta differenziata su ruote che chiami macchina”“ Ok … un pastore adulto.”“ Peggio mi sento. Contratto inesistente, lavoro in nero. Multa salatissima.”“ Va bene, almeno le pecore.”“ Ma sei serio? Arrivano gli animalisti, l’ ASL veterinaria e pure Greenpeace.“ Pecora stressata in ambiente non conforme”.“ Il mulino con l’ acqua che gira.”
- 45-