RIVISTA CULTURA OLTRE DICEMBRE 2025 - N.12 DICEMBRE 2025 | Page 31

luogotenente ed il suo amatissimo“ fratellino”, l’ avventuriero portoghese YANEZ DE GOMERA. C’ è chi ha voluto riconoscere proprio in Yanez qualcosa dello stesso Salgari – ed io mi trovo d’ accordo-, per il pesante vissuto che l’ ha condizionato, ed al quale tenta di opporsi con una feroce ironia ed un atteggiamento perennemente da guascone. Se per Sandokan, scimitarra alla mano, i nemici ed i limitatori della libertà erano i conquistatori inglesi, per Salgari i nemici, ugualmente prepotenti, dominatori e limitatori della libertà, erano infatti gli Editori che lo sfruttavano e lo vampirizzavano. Forse in“ quel Sandokan alla riscossa” dell’ ultimo ciclo dell’ eroe malese – i volumi sono otto – Emilio SALGARI avrebbe voluto riconoscere se stesso … Un se stesso che, proprio in quest’ ultimo ciclo, mostrerà un po’ di stanchezza e calo d’ ispirazione, perché gli Editori gli stavano più che mai con il fiato sul collo, tanto da non dargli neanche il tempo di revisionare i testi ed accorgersi anche di eventuali errori. SANDOKAN, nato dunque da un forte“ mal de vivre” del suo creatore, ma che va infine a costituite anche una sorta di riscatto per tanta miseria umana. E Sandokan ha infatti reso Salgari IMMORTALE. Come si può infatti non amare un eroe che pare raccogliere tutte le rivincite che si propongono gli esseri umani? La tigre della Malesia – con cui condivide fascino e temerarietà – possiede tutto: la bellezza, il vigore fisico, ma anche l’ astuzia, il vero coraggio, la difesa di un ideale. Un uomo forte, che nutre però anche una profonda sensibilità e sa amare senza scendere a compromessi. SANDOKAN potrebbe rappresentare l’ immaginario di ognuno di noi, fra ciò che siamo – o siamo costretti ad essere – e ciò che in realtà VORREMMO essere. Sognare non ha fatto mai male a nessuno, e con Sandokan noi continuiamo a sognare.
MYRIAM AMBROSINI
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