RIVISTA CULTURA OLTRE DICEMBRE 2025 - N.12 DICEMBRE 2025 | Page 15

“ IL NATALE FRA TRADIZIONE E MODERNITÀ: RIFLESSIONI FILOSOFICHE” GABRIELLA CAPRIOLI
C’ è un periodo dell’ anno in cui le luci si accendono prima del tramonto, le vetrine si vestono di porpora e d’ oro, e le città si trasformano in palcoscenici di una festa che sembra eterna. È il Natale, rito collettivo che ha attraversato secoli e culture. Ma oggi cosa resta del suo significato più profondo? E cosa abbiamo guadagnato, o forse smarrito, nel passaggio dal Natale contadino a quello contemporaneo?
Il Natale della terra
Nelle campagne di un tempo, il Natale era un evento atteso che giungeva con lentezza: non c’ erano countdown digitali né pubblicità martellanti. L’ attesa era fatta di spiritualità, di gesti ripetuti, di mani che impastavano il pane e preparavano il presepe con muschio vero e statuine tramandate nel corso degli anni. Il dono era un’ arancia, un paio di guanti cuciti a mano, un dolce preparato con cura. Il trascorrere del tempo era scandito dalla natura, e il Natale era ben radicato nel cuore dell’ inverno. Era un Natale povero, ma denso di significati, in cui la comunità si stringeva attorno al focolare e alla chiesa, e in cui la parte spirituale non era un’ aggiunta, ma la sostanza stessa della festa. Heidegger avrebbe parlato di un“ abitare poetico” del mondo: un modo di essere che non separa l’ uomo dalla terra, ma lo radica in essa.
Il Natale dell’ iperrealtà
Oggi il Natale è ovunque e da nessuna parte. Inizia a novembre, si consuma in offerte lampo e si esaurisce spesso prima ancora della mezzanotte del 25. I regali sono tanti, spesso inutili, le tavole sono imbandite, ma le conversazioni si fanno più rarefatte. La festa è diventata spettacolo, e come tale ha bisogno di essere vista, condivisa, postata. Il sociologo Jean Baudrillard avrebbe parlato di“ simulacro”: una realtà che imita se stessa fino a perdere il contatto con l’ origine. Il Natale contemporaneo rischia di essere proprio questo: una celebrazione che ripete i suoi simboli— l’ albero, le luci, i canti— svuotandoli di senso. Eppure, in questa iperrealtà, qualcosa ancora resiste.
La possibilità di un ritorno
Non si tratta di rimpiangere un passato idealizzato, né di demonizzare il presente. Il Natale moderno ha anche i suoi meriti: è più inclusivo, più aperto, più creativo. Non è più solo una festa religiosa, ma un’ occasione per riflettere sul valore della
- 15-