“ PRESSO LA FIAMMA DI UNA CANDELA, UNA SERA” DI ANTONIO TENI
Molto intensa la poesia proposta oggi da Antonio Teni, sospesa tra presenza e assenza, memoria e immaginazione. Si presenta visivamente come una scena intima illuminata davvero da quella“ fiamma di una candela”: tutto è fragile, tremolante, ma proprio per questo vivo. La lirica diventa un piccolo spazio sospeso, dove tutto sembra accadere a bassa voce: non racconta una storia lineare, ma costruisce un’ atmosfera fatta di percezioni, ricordi e assenze e colpisce soprattutto la qualità delle immagini che portano ulteriore significato, nella misura in cui diventano simboli del tempo che passa e di ciò che resta. Questo stabilisce un forte rapporto tra presenza e assenza, creando una particolare tensione emotiva coerente e personale che dà vita ad una voce autentica, capace di trasformare immagini quotidiane in qualcosa di più profondo e altamente lirico. [ M. R. Teni ]
Fievole refolo e uno sberleffo di schiarita nel cielo livido. Riverbero stanco di un pomeriggio di febbraio … E tu rimiri la silenziosa crepa di una pietra: sfregio sul volto del tempo … Dentro un liquido film sottratto alla pioggia è il segreto dell’ acqua immota: il placido sonno del fiume che sogna. Nel tepore masticato dal ricordo del nostro esserci e viverci, il freddo della tua assenza mi brucia di una fiamma polare. Trattiene ancora il calore della tua anima la tazza vuota sul tavolo. La tua mano posata sulla mia … un’ ombra lieve sulla paretesotto il volto raffigurato in un sorriso – che trema con la candela, in un giorno di temporale. Ti osservo mentre gli occhi sono persi nel vuoto- uno dei tuoi tanti, così carico di pensosità. Forse ascolti il battito delle cose; forse conti i passi invisibili del tempo che ci attraversa senza far rumore. Dove andarono le nostre parole di una volta?
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