RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 RIVISTA CULTURA OLTRE APRILE 2026 - N.4 | Page 21

levo gli occhi abbandono le mani nell’ acqua più pura salgo su un monte celeste( guardo un mare che si accorge di me) giungo alla cima cielo insperato e incontro le nuvole e in mezzo alle nuvole i miei anni intatti
Qui si vede un movimento ascensionale: dal corpo alla natura fino al cielo. Il linguaggio parte dal sensibile e si trasforma in esperienza spirituale. La memoria diventa uno strumento di elevazione, mentre il tempo si conserva invece di dissolversi.
Tempo, memoria e interiorità
Per Sarandàris il tempo non è distruzione ma possibilità. Gli“ anni intatti” indicano una dimensione in cui il passato non scompare, ma resta vivo nella coscienza poetica. La memoria non è nostalgia, ma trasformazione spirituale. La sua filosofia è contemplativa: la vita non è soltanto conflitto o crisi, ma cammino verso una forma più alta di consapevolezza.
Rapporto con Ungaretti
Un’ influenza importante è quella di Giuseppe Ungaretti. Durante il soggiorno in Italia, Sarandàris entra in contatto con l’ ermetismo e con la poetica della parola essenziale. Tuttavia, mentre Ungaretti nasce dalla guerra e dalla frattura esistenziale, Sarandàris sviluppa una poesia più luminosa e armonica. Entrambi utilizzano il frammento e la brevità, ma con esiti opposti: drammatico e spezzato in Ungaretti, ascensionale e contemplativo in Sarandàris.
Eredità greca e Capodistria
La figura di Giovanni Capodistria rappresenta un modello simbolico di dedizione assoluta a un ideale superiore. Pur senza un legame diretto, entrambi incarnano una vita“ missionaria”: Capodistria nella politica, Sarandàris nella poesia. Entrambi condividono l’ idea che l’ esistenza sia servizio a qualcosa di più grande dell’ individuo.
Cristianesimo e tradizione ortodossa
La spiritualità di Sarandàris è profondamente influenzata dalla Chiesa ortodossa greca. La sua poesia è attraversata dal simbolo della luce, centrale nella tradizione
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