Rivista Cultura Oltre 9° numero - Settembre 2019 RIVISTA CULTURA OLTRE SETTEMBRE 2019 | Page 7
verso la meta di una prematura dissoluzione. Intanto nel 1902 uscì
Das Buch der Bilder, raccolta di liriche di ricca suggestione figurativa,
dettata dall’esperienza di Worpswede, e nel 1905 Das Stundenbuch,
libro di meditazioni religiose, testimonianza di una sete di Dio ricer-
cato sotto ogni forma e presso ogni creatura, primo capolavoro di R.
per carica concettuale e per rigoglio stilistico. Nei Neue Gedichte (2
voll., 1907-08) R. assorbì la lezione di Rodin, affidandosi alla lirica per
attingere quella che egli definiva “visibile inferiorità delle cose”, pla-
stificando in un linguaggio di ricercata semplicità una sfera che di
continuo sfiora l’ineffabile. Un momentaneo ritorno alla prosa si ebbe
col romanzo Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge (1910), nel
cui giovane protagonista, poeta e nobile, si riflette l’esasperata sensi-
bilità fisica e spirituale dell’autore. Passarono varî anni prima che R.
tornasse a pubblicare; ma quando lo fece, nel 1923, diede insieme, in
una sintomatica polarizzazione, le sue prove più organicamente coor-
dinate, le Duineser Elegien e Die Sonette an Orpheus. Le 10 Elegien,
concepite e scritte, con ampî intermezzi, lungo l’arco di oltre 10 anni,
ripropongono ed esaltano la tematica dell’angelo e, per suo tramite,
una nuova mistica cosmica, che ignora Dio ma non il divino, pervasa
da un’aspirazione non sempre tutta espressa ed esprimibile verso
l’unità dell’essere germinale, tanto più urgente per quanto più funesta
si è fatta, con gli sconvolgimenti intervenuti e con quelli incombenti,
l’età presente. I Sonette, in integrazione e insieme in contrapposizione
alle Elegien, cantano la gioia della contemplazione poetica in un’epoca
impoetica, espressione di un simbolismo decadentistico giunto, nel
momento stesso in cui si esalta, alla sua estenuazione. [ Treccani –
Enciclopedia ]
6