Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | Page 58

Rifiutare la violenza Il ‘68, in Italia, ebbe un’ intensità e una durata eccezionali: per circa dieci anni la rivolta giovanile si saldò alle lotte operaie ed all’ insurrezione proletaria, trasformandosi nella contestazione generale. Le scuole, le fabbriche, la cultura, l’arte, il senso comune, tutto premeva per un cambiamento radicale. Nei primi mesi del ‘77 il sistema politico/sociale era ad un passo dalla rovina. Sembrava che la rivoluzione - ciò che tutti allora intendevano con quel termine - fosse imminente ed ineluttabile. Alla fine di quell’ anno, invece, era tutto finito. L’ ordine regnava nuovamente. Eravamo stati battuti,umiliati, distrutti. Cosa diavolo era successo ?!? Anzitutto, la classe dominante si era ricompattata a livello politico, inventando il “compromesso storico”, la madre di tutte le grandi ammucchiate. Affidando al PCI un ruolo decisivo nella repressione del movimento. A Torino il servizio d’ ordine del Partito, guidato da Giuliano Ferrara, picchiava selvaggiamente gli studenti che occupavano l’ Università; a Bologna, il sindaco Zangheri faceva intervenire i carri armati contro gli autonomi; ovunque i principali esponenti dell’ apparato e dell’ intellighentia comunista si battevano come leoni per fermare lo tsunami che rischiava di spazzarli via. Tuttavia la politica e la repressione, da sole, avrebbero potuto fare ben poco. Bisognava scovare i punti deboli, le contraddizioni interne al movimento. Si dovevano iniettare o comunque risvegliare i germi dell’ infezione che avrebbe tramortito il nemico prima dell’ assalto finale. Il primo cavallo di Troia fu l’ eroina, introdotta massicciamente in quegli anni col preciso intento di fiaccare il corpo e la mente dei giovani più ingenui e deboli caratterialmente. Mentre la vera quinta colonna fu individuata nel femminismo che, abilmente sospinto sul binario morto dell’ identità di genere e dell’ individualismo, finirà col rivelarsi il miglior alleato dell’ ideologia competitiva e della mercificazione. Il resto sarebbe venuto da solo: l’ invidia, l’ imitazione, la volontà di potenza, la disperazione, la follia, si sarebbero fatte strada 57