Resistenza e Cambiamento. Un Sindacato Umano per difendere la Specie. Resistenza e Cambiamento. | 页面 34
Il nemico dentro di noi
“Il nemico marcia in testa” - diceva Bertold Brecht per ammonire i soldati
dei vari eserciti che si scannavano nella Guerra Mondiale. Il nemico non è
quello che porta la divisa di un altro colore, che parla un’altra lingua o che
sventola un’altra bandiera … casomai, nemico è il tuo Generale, il tuo
comandante, colui che ti spinge a combattere e morire in nome della patria
e della bandiera.
Oggi le guerre non ci sono più, o per lo meno sono distanti, virtuali, opera
di pochi specialisti, mascherate da missioni umanitarie e, come
immaginava Orwell nella sua Neolingua, chiamate “operazioni di pace”.
Tuttavia la retorica del nemico è più viva che mai. A mano a mano che
crescono la complessità sociale, l’insicurezza e il disagio della modernità,
cresce anche il bisogno di individuare un nemico cui attribuire la colpa
della nostra sofferenza.
La macchina della disinformazione, costituita da una gran parte dei media,
dei politicanti e degli intellettualoidi, ci facilita il compito, sbattendo in
prima pagina e additando quelli che, per natura o per disgrazia, hanno le
caratteristiche più adatte a diventare i capri espiatori: dai borseggiatori ai
tossici, dagli zingari ai dipendenti pubblici, dai terroni scansafatiche agli
extracomunitari che ci rubano il lavoro. Il populismo dominante in
Europa utilizza questo lavoro sporco, che fomenta ed esaspera
nell’opinione pubblica l’indignazione, la rabbia e l’odio, per guadagnare
consenso verso le proprie parole d’ordine sbrigative e fuorvianti.
I neonazisti di Alba Dorada, in Grecia, indicano il nemico nei banchieri
ebrei. I fascisti lepeniani, in Francia, hanno buon gioco a denunciarlo nei
burocrati europei. I bauscia della Lega Nord lo ripropongono nei negher e
nei terùn. Ma anche i seguaci più raffinati e moderni di Beppe Grillo hanno
bisogno che si agiti lo spauracchio della casta, un nemico di cui sono
prontissimi a prendere il posto, per illudersi di avere un’identità e un
progetto comune.
Il nemico è sempre l’altro: quello brutto, sporco e cattivo o quello bello,
ricco e scaltro.
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