Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 82

CANTI PER GLI ULTIMI DI TUTTA LA TERRA. GLI OSM NARRATI ATTRAVERSO FABRIZIO DE ANDRÉ “La canzone può essere il più alto e penetrante strumento artistico della cultura popolare, come ci ha testimoniato Fabrizio. E quando è tale è ricca di valori formativi e di potenzialità didattica” (don Andrea Gallo) Contesto in cui si è stata realizzata l’unità didattica Nel laboratorio proposto nelle scuole come introduzione agli OSM M. Lepratti ha utilizzato gli spunti sull’utilizzo didattico delle canzoni di Fabrizio De André contenuti nel suo testo39, che è a sua volta frutto di sperimentazioni nelle scuole superiori sull’uso dell’opera di De Andrè nell’insegnamento della storia, delle letterature (italiana, francese, inglese), della musica e della filosofia. Premessa: l’uso delle canzoni di Fabrizio de André nella didattica. L’utilizzo di un linguaggio capace di emozionare più generazioni e la ricchezza e profondità dei temi testuali e musicali trattati, fanno di De André un riferimento culturale raro per chiunque abbia interesse verso una musica e una poesia lontane dall’accademia e vicine a grandi livelli artistici, ed anche una fonte preziosa di spunti didattici potenzialmente in grado di stimolare un rinnovamento dell’insegnamento scolastico. La grande capacità comunicativa del canto può essere infatti un veicolo importante per avvicinare le ragazze e i ragazzi alle grandi tematiche (l’impegno sociale, la guerra, la storia, l’intercultura, la riflessione filosofica sull’esistenza...), facilitando il passaggio successivo: la trattazione delle tematiche di De André all’interno dello studio delle singole discipline, storia, letterature, musica ed offrendo stimoli per un rinnovamento della didattica a partire da materiali affascinanti. I capisaldi pedagogici e didattici di Fabrizio De André Le principali qualità pedagogiche e didattiche che De André ha mostrato nel corso dei suoi 40 anni di carriera si possono ricondurre da un lato alla coerenza delle sue scelte di fondo e dall’altro nelle sue doti specifiche di autore di canzone. Le scelte di fondo che il giovane genovese, timido, scontroso, amante dei carruggi e dei bassifondi della sua città porta con sé per tutta la carriera sono principalmente due: ? ? la capacità unica di servirsi di una forma popolare come la canzone per esprimere temi “alti” e letterari (arrivando ad affrontare i Vangeli non canonici), mantenendo al tempo stesso una chiarezza di immagini e un’immediatezza di linguaggio che ne fanno uno dei ponti più preziosi fra la cultura accademica e la cultura popolare, come ha sottolineato Dario Fo40. La coerenza che ha sostenuto l’intero suo percorso musicale. Fabrizio De André ha sempre mantenuto intatti i suoi capisaldi (la scelta per gli ultimi, il desiderio di non seguire mai le tendenze del mercato, la ritrosia nel proporsi come personaggio del mondo dello spettacolo) pur all’interno di una capacità di rinnovamento stilistico che lo ha condotto dalle ballate francesi dell’inizio alle complessità etniche dell’ultimo periodo. Le doti specifiche del De André autore emergono già da una breve analisi dei tre elementi principali che costituiscono la canzone: i testi, le musiche, le capacità espressive. Nei testi De André segue le orme del grande chansonnier francese Georges Brassens (suo unico, 39 Lepratti M., De André in classe, EMI, Bologna, 2010 40 Dopo la fine dell’esperienza felice del Neorealismo in Italia si è presentato il grave problema di un distanziamento progressivo tra l’élite intellettuale e le forme artistiche popolari. De Andrè, insieme a Fo e Pasolini, tra gli artisti e Umberto Eco tra i saggisti sono tra le pochissime figure che hanno tentato di recuperare la lacerazione. 80 REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO