Realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (ottobre 2013) | Page 69

Fidarsi o non fidarsi? È evidente che allo stato attuale nessuno di noi è in grado di sapere se l’acqua minerale consumata abitualmente è sicura, secondo le prudenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Teoricamente tutte potrebbero essere buone da bere, ma non abbiamo le certezze che vorremmo. Il dubbio ovviamente nasce non tanto dal concreto operare delle singole aziende, ma dal quadro normativo tanto confuso quanto allarmante. Come minimo dovrebbero essere rispettate le condizioni previste dal Codex alimentarius. In bottiglia, ma siamo sicuri? L´acqua minerale, confezionata sia in bottiglie di plastica che di vetro, non può essere esposta al sole. Su questo tema è recentemente intervenuta la Corte di Cassazione, Terza Sezione Penale, rigettando il ricorso presentato da un commerciante condannato per aver depositato all’aperto 102.000 bottiglie d’acqua minerale in bottiglie di plastica PET. È sufficiente che nelle modalità di conservazione del prodotto (sistemi di confezionamento, luogo di conservazione, esposizione all’aria o al sole, stivaggio, trasporto, ecc) non siano osservate le precauzioni igienico-sanitarie dirette a evitare che il prodotto stesso possa subire un’alterazione che ne comprometta la genuinità o la commestibilità, precauzioni che possono essere prescritte da leggi o regolamenti o che possono trovare la loro fonte in regole di comune esperienza (Cass. Sez. III, sent. n. 9229 del 19/9-13/10/1997, N., Rv.208679). Al fine di ribadire il principio della tutela anticipata, la sentenza fornisce un’interpretazione analogica con la materia della sicurezza del lavoro: il responsabile dell’opificio o del cantiere non può essere immune da censure quando, pur in assenza di obbligatorie misure di cautela antinfortunistica, si accerti che in concreto nessuno dei dipendenti ha subito incidenti o riportato lesioni. Nel periodo di emanazione del DM del 1927, i contenitori utilizzati per la conservazione dell’acqua erano di vetro, materiale assolutamente neutro e sicuro rispetto alla possibilità di provocare alterazioni del contenuto. Le bottiglie in plastica (PVC o PET) forse non alterano la composizione dell’acqua ma, come riportato sulle confezioni, devono essere conservate al riparo dalla luce solare e dalle fonti di calore, in quanto vi è il pericolo potenziale di rilascio di sostanze che potrebbero alterare la qualità dell’acqua, ed eventualmente di formazione di microrganismi. Pertanto, le cautele previste dal DM del 20 gennaio 1927 non possono di certo essere superate dall’utilizzo di contenitori in PET. Se pensiamo, inoltre, alle normali condizioni di conservazione domestica si arriverebbe alla conclusione che la stessa confezione d’acqua aperta e lasciata anche giorni in frigo, risulterebbe qualitativamente inferiore all’acqua del rubinetto per via dell’inquinamento microbico! REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI SVILUPPO DEL MILLENNIO 67