Raccontando l’amore - antologia AA.VV. (march 2014) | Page 84

riempiendo di smorfie lo specchio. Non è buffo adesso quello che ti ritrovi in faccia, dopo tutto lo sforzo fatto per renderti bella? Al tuo occhio attento non sfugge di certo il nero che scivola giù per le guance in rivoli scuri, che cerchiano gli occhi arrossati dal pianto. Paradossalmente questo è il primo momento dopo così tanto tempo, in cui puoi guardarti senza maschera. Una salviettina struccante ti ha riportata alla lucidità. Inizierai a renderti conto a tue spese di cosa significa essere soli; che tua sia pronta o no incontrerai quello che ti eri lasciata alle spalle. Nessuna scusa per rimandare, è giunto il momento di prendere atto della tua propria inevitabile solitudine. Panico. Sono solo un piccolo animale spaurito incapace di controllare l’istinto; cuore e cervello non abitano lo stesso corpo ed io lascio che mi guidino emozioni. Non guardarmi a quel modo, non sono stata in grado di difendermi. Mi sono venduta ad un attimo di reale contatto illudendomi che sarebbe bastato. Quanto mi è costato quell’attimo. Come un azionista pazzo, ho investito in un progetto fallimentare e ho sacrificato quattro anni di ricordi purché mi si regalasse l’illusione che basta credere alle favole perché esse accadano. Ed io ci ho creduto, con tutta l’ingenuità di un bambino che attende sveglio la sera 82