PLAST Ott 2026 | Page 24

Il conflitto in Medio Oriente ha momentaneamente ribaltato i rapporti di prezzo tra polimeri vergini e riciclati. Ma secondo gli operatori del settore si tratta di un’ anomalia, non di una svolta strutturale. Uno studio S & P Global Energy fa il punto della situazione a livello mondiale.

ECONOMIA [ MERCATO ]

Il conflitto in Medio Oriente ha momentaneamente ribaltato i rapporti di prezzo tra polimeri vergini e riciclati. Ma secondo gli operatori del settore si tratta di un’ anomalia, non di una svolta strutturale. Uno studio S & P Global Energy fa il punto della situazione a livello mondiale.

Il riciclo tra

Bruxelles e lo Stretto di Hormuz

Per gran parte del 2025 il mercato globale dei polimeri riciclati ha vissuto in una condizione di domanda debole. Prezzi del vergine competitivi, importazioni a basso costo e margini sempre più risicati hanno spinto molti brand owner ad abbandonare, anche solo temporaneamente, gli impegni di contenuto riciclato assunti negli anni precedenti. Un rapporto pubblicato ad agosto da S & P Global Energy, Recycled Polymers 2026, ricostruisce con dovizia di dati un anno segnato da un evento che con la chimica dei polimeri non ha nulla a che fare: la guerra tra Stati Uniti e Iran. Le tensioni nello Stretto di Hormuz hanno interrotto i flussi di materia prima vergine verso l’ Europa, l’ Asia e le Americhe, facendo lievitare i prezzi del polietilene, del polipropilene e del PET vergini. L’ effetto collaterale, secondo il rapporto, è stato un ritorno di interesse verso il materiale riciclato: per la prima volta contemporaneamente in tutte e tre le macroregioni, i prezzi si sono mossi a favore del riciclato rispetto al vergine.

Un rimbalzo, non una svolta La lettura che gli operatori danno di questo movimento è tutt’ altro che entusiasta. Interpellato da Platts, Ton Emans, presidente di Plastics Recyclers Europe, ha inquadrato il fenomeno come l’ ennesima dimostrazione della fragilità delle filiere europee più che come un segnale di competitività ritrovata. Le crisi, ha ricordato citando il precedente della pandemia, alterano temporaneamente il differenziale di prezzo ma non risolvono lo squilibrio strutturale del mercato. Per Emans la stabilizzazione richiede innanzitutto il riconoscimento che vergine e riciclato sono prodotti con strutture di costo diverse— il primo esposto alla sovracapacità petrolchimica globale, il secondo a costi fissi di raccolta e selezione che non seguono le stesse dinamiche— e non una progressiva convergenza dei prezzi verso il polimero primario.
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