PLAST Nov 2026 | Page 37

Il packaging in plastica è entrato in una fase nuova. Dopo anni nei quali la discussione sulla sostenibilità si è concentrata soprattutto sugli obiettivi da raggiungere, per l’ industria è arrivato il momento di misurarsi con la loro concreta applicazione. Il nuovo quadro europeo chiede imballaggi più facilmente riciclabili, maggiore impiego di materiale riciclato, sistemi di raccolta più efficienti e una progressiva riduzione dell’ impatto ambientale. Ma tutto questo deve avvenire senza perdere di vista una variabile altrettanto importante: la competitività della filiera. È questo uno dei principali elementi emersi dalla nona edizione di Packaging & Recycling, il convegno organizzato da Plast il 1 ° ottobre al Museo Storico Alfa Romeo di Arese, che ha riunito numerosi operatori dell’ industria. Un confronto che ha messo intorno allo stesso tavolo produttori di materie prime, trasformatori, riciclatori, brand owner, associazioni, società di consulenza e mondo della ricerca. Il quadro che emerge è tutt’ altro che semplice. Da una parte, il PPWR sta introducendo obiettivi e vincoli destinati a modificare profondamente progettazione e produzione degli imballaggi; dall’ altra, il mercato delle materie plastiche riciclate continua a confrontarsi con problemi di disponibilità, qualità e prezzi. Nel mezzo ci sono aziende che devono investire, adeguare i processi e sviluppare nuovi prodotti in un contesto europeo nel quale i costi energetici e industriali restano un fattore di forte pressione. La vera sfida, dunque, non è più soltanto come rendere circolare il packaging, ma come costruire una filiera della circolarità capace di funzionare su scala industriale. Perché un imballaggio progettato per essere riciclato deve poi trovare sistemi di raccolta adeguati, impianti in grado di trattarlo, mercati per il materiale recuperato e applicazioni economicamente sostenibili. Il confronto di Arese ha offerto una fotografia particolarmente significativa di una filiera che sta cercando di passare dalla fase degli obiettivi a quella delle soluzioni. E ha mostrato anche quanto siano ormai intrecciati temi che fino a pochi anni fa venivano affrontati separatamente: normativa, design, riciclo meccanico e chimico, qualità delle materie prime seconde, sicurezza alimentare, tecnologie di processo e strategie dei grandi utilizzatori. La giornata si è aperta proprio partendo da questa dimensione europea ed economica.

Dall’ Europa alla competitività Ad aprire i lavori è stata Marzia Scoppelliti, Senior Public Affairs Manager di Europen, con un intervento dedicato alla legge europea sull’ economia circolare e alla competitività dell’ Europa. Il quadro comunitario rappresenta infatti uno dei principali fattori destinati a modificare il modo in cui l’ industria del packaging progetta, produce e gestisce gli imballaggi. A seguire Lorenzo Solimene, Partner e Elisa Bolondi, Manager di KPMG, ha affrontato il tema della Corporate Sustainability, dell’ economia circolare e del packaging, proponendo una lettura degli scenari e delle tendenze di mercato. Due interventi che hanno consentito di inquadrare la discussione partendo dal contesto normativo ed economico nel quale si trova oggi a operare l’ industria europea.
Il mercato delle poliolefine e il paradosso del riciclo La seconda sessione ha spostato l’ attenzione sul mercato e sulle tecnologie. Lorenzo Meazza, Senior Analyst di Icis, ha analizzato il paradosso del mercato delle poliolefine, mettendo a confronto lo shock che ha caratterizzato l’ inizio dell’ anno con una situazione strutturale di eccesso di capacità produttiva. Un tema particolarmente rilevante per un’ industria che deve contem-
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