PLAST Nov 2026 | Page 13

EDITORIALE di Paolo Spinelli( paolo. spinelli @ dbinformation. it)

Friedrichshafen, come ogni anno, è il termometro dello stampaggio a iniezione europeo. Il quadro è noto: domanda debole, energia e lavoro che costano più che altrove, concorrenza extra-europea sempre più aggressiva. La domanda che circolava fra i padiglioni era soprattutto una: quali sono i driver di una possibile ripresa? L’ intelligenza artificiale è ovunque, nelle demo come nei convegni: controllo qualità, ottimizzazione dei parametri, manutenzione predittiva. Ma l’ AI è un moltiplicatore, non un driver autonomo. Dà risultati dove processi e dati sono già solidi, cioè dove l’ automazione c’ è. Senza quella base, resta una promessa da fiera. Ed è qui il punto. L’ automazione è l’ unica risposta che l’ Europa può dare. Sul costo dell’ energia e della manodopera non si vince il confronto; si può però spostarlo dal costo orario al costo per pezzo. Robot, cobot, handling, controllo in linea, celle integrate con pressa e periferiche: è questo il vero baricentro di Fakuma, e non da quest’ anno. Un’ obiezione è legittima: l’ automazione ha un difetto, costa. Per la piccola e media azienda di stampaggio, che è la maggioranza del tessuto produttivo, l’ investimento è rilevante, i tempi di ritorno non sono immediati e servono competenze per progettare e gestire le celle. Non è una strada identica per tutti, e spesso si parte da un’ isola, non dall’ intero reparto. Ma la domanda corretta è un’ altra: quanto costa non implementarla? Costa in commesse perse verso chi produce a minor costo per pezzo. Costa in turni scoperti, turnover, mansioni ripetitive sempre più difficili da coprire. Costa in scarti, rilavorazioni e fermi dovuti alla variabilità. Costa in credibilità verso clienti che chiedono ripetibilità e tracciabilità. È un costo invisibile, che non compare a bilancio come investimento ma erode la competitività anno dopo anno. Resta il tema del personale, da affrontare senza ambiguità. Automatizzare non significa sostituire le persone, ma spostarle da mansioni ripetitive a ruoli di programmazione, supervisione, manutenzione e qualità. Il vero collo di bottiglia sono le competenze: formazione e attrattività del settore fanno parte della stessa risposta. In un mercato con carenza di manodopera, l’ automazione è spesso la condizione per continuare a produrre in Europa. Lo stampaggio a iniezione è il caso di scuola, ma il ragionamento vale per estrusione, soffiaggio, termoformatura, riciclo e per la manifattura europea nel suo insieme. Le fiere mostrano ciò che è possibile; le aziende decidono ciò che è necessario. La ripresa non arriverà da un fattore esterno, ma dalla capacità di rendere la produzione meno dipendente da ciò che non si controlla. L’ automazione non è un’ opzione tecnologica, è una scelta strategica. E la domanda non è se possiamo permettercela, ma se possiamo permetterci di farne a meno.

Automazione: il costo di non farla

FAKUMA 2026 E LA COMPETITIVITÀ
DELLO STAMPAGGIO EUROPEO.
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