PLAST Maggio 2026 | Page 28

Il settore italiano delle macchine per plastica e gomma chiude il 2025 con una flessione della produzione del 5 % e un export in calo, penalizzato da dazi, tensioni geopolitiche e costi energetici in aumento. Crescono domanda interna e alcuni mercati esteri chiave, mentre Stati Uniti,
India e Cina offrono segnali di dinamismo.

ECONOMIA [ MERCATO ]

Il settore italiano delle macchine per plastica e gomma chiude il 2025 con una flessione della produzione del 5 % e un export in calo, penalizzato da dazi, tensioni geopolitiche e costi energetici in aumento. Crescono domanda interna e alcuni mercati esteri chiave, mentre Stati Uniti,
India e Cina offrono segnali di dinamismo.

Il 2025 si chiude come un anno complesso e discontinuo per i costruttori italiani di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma. Le stime del Centro Studi Amaplast indicano infatti un arretramento produttivo di circa il 5 %, per un valore complessivo di 4,4 miliardi di euro. Si tratta di una battuta d’ arresto dopo un 2024 già rallentato, ma che aveva permesso ai costruttori italiani di mantenere performance più robuste rispetto ai concorrenti tedeschi, entrati in contrazione con un anno di anticipo.

Macchine per plastica: mercato tra frenate e nuovi slanci

Export in flessione, import in forte crescita Le esportazioni— tradizionalmente destinate ad assorbire i tre quarti della produzione del settore— scendono del 5 %, fermandosi poco sopra i 3,4 miliardi di euro. Parallelamente, però, le importazioni di tecnologia crescono di quasi 24 punti percentuali, segnalando una domanda interna ancora vivace, sostenuta dagli incentivi dei piani 4.0 e 5.0 nonostante ritardi e incertezze nella loro attuazione. L’ effetto combinato porta a un ridimensionamento della bilancia commerciale, che scende dai 2,65 miliardi del 2024 ai 2,24 miliardi del 2025. Un segnale che evidenzia una maggiore esposizione delle imprese italiane alle dinamiche dei mercati internazionali e alle oscillazioni della domanda domestica.
Un contesto globale sempre più frammentato Il 2025 è stato segnato da diversi fattori di instabilità internazionale. L’ introduzione dei nuovi dazi statunitensi ha inciso su alcune categorie di macchine e stampi contenenti acciaio o alluminio, mentre il deprezzamento del dollaro sull’ euro ha sfavorito ulteriormente le esportazioni italiane. A questo quadro già fragile si è aggiunta la crisi in Medio Oriente, che ha generato una nuova impennata dei costi energetici e delle materie prime plastiche, con impatti pesanti sulla trasfor-
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