PLAST Maggio 2026 | Page 22

Il settore dei polimeri nell’ UE crolla del 6,9 % nel 2025, con domanda debole e deficit commerciale in crescita. Analisi dei dati Cefic.

PRIMO PIANO ECONOMIA

Polimeri in Europa: produzione in calo, deficit in aumento

Il settore dei polimeri nell’ UE crolla del 6,9 % nel 2025, con domanda debole e deficit commerciale in crescita. Analisi dei dati Cefic.

Nel corso del 2025 il settore dei polimeri dell’ Unione Europea ha vissuto uno dei periodi più complessi degli ultimi anni. I dati pubblicati nel Chemical Trends Report – January 2026 di Cefic delineano un quadro di marcata debolezza produttiva e commerciale, che riflette non solo la fragilità del comparto, ma anche le tensioni strutturali che attraversano l’ intera industria chimica europea.

Produzione in flessione accentuata Tra le varie categorie dell’ industria chimica, i polimeri sono tra quelle che registrano le maggiori difficoltà. La loro produzione, nel 2025, è diminuita del 6,9 % rispetto all’ anno precedente, una percentuale nettamente superiore alla flessione complessiva dell’ industria chimica dell’ UE27, pari al 2,4 %. Soltanto i petrolchimici hanno mostrato una contrazione più severa, con un calo superiore al 10 %. Questa riduzione deriva da una combinazione di fattori: l’ elevato costo dell’ energia in Europa, un contesto di domanda interna debole, l’ erosione della competitività rispetto ai grandi produttori globali e un clima macroeconomico incerto che continua a penalizzare gli investimenti.
Mercato interno indebolito La domanda europea di prodotti chimici è in sofferenza dal 2022 e il segmento dei polimeri rispecchia pienamente questa tendenza. I principali settori utilizzatori – in particolare l’ industria automobilistica, ancora in fase di contrazione nel 2025 – hanno ridotto il consumo di materiali polimerici, contribuendo al peggioramento del bilancio produttivo. L’ intero comparto chimico europeo rimane inoltre distante dai livelli pre crisi del periodo 2014 2019.
Pressione anche sul fronte del commercio estero Il 2025 ha portato con sé un deterioramento significativo anche sul piano commerciale. Da un lato, nel rapporto con gli Stati Uniti, i polimeri registrano un deficit di 1,8 miliardi di euro nei primi dieci mesi dell’ anno. Dall’ altro, nell’ interscambio con i Paesi extra UE, emerge un deficit in volume di 3,0 milioni di tonnellate, segnale di una crescente dipendenza da importazioni estere. Questi dati testimoniano non solo la perdita di competitività dei produttori europei, ma anche la crescente pressione esercitata da mercati caratterizzati da costi energetici più bassi e maggiori economie di scala.
Uno snodo decisivo per il futuro Malgrado le difficoltà, i polimeri continuano a rappresentare una componente essenziale del tessuto industriale europeo. Essi costituiscono la base di una vasta gamma di applicazioni fondamentali – dagli imballaggi alla mobilità, dall’ elettronica ai beni di consumo – e il loro andamento influisce direttamente sulla competitività di intere filiere. Il futuro del settore dipenderà dalla capacità di affrontare alcune sfide decisive: ridurre il gap energetico con le altre regioni industriali, sostenere l’ innovazione verso materiali più sostenibili, sviluppare processi di riciclo più efficienti e introdurre politiche industriali capaci di consolidare la produzione europea.
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