INCHIESTA [ IMPIANTI DI SOFFIAGGIO ]
Claudia Parise, responsabile marketing Plastiblow
La nuova generazione di macchine elettriche per soffiaggio Plastiblow appartiene alla classe di massima efficienza energetica di EUROMAP( con consumo misurato pari o inferiore a ≤ 0,29 kWh / kg)
I MATERIALI RICICLATI E I BIOPOLIMERI ASSUMONO UN RUOLO IMPORTANTE ANCHE NELLE LAVORAZIONI DI SOFFIAGGIO
Non è da dimenticare tra i vantaggi l’ aumento della produttività, grazie a tempi di esecuzione ridotti, maggiore precisione nei movimenti e minor scarto di produzione. Importante anche il vantaggio di ottenere minori costi di manutenzione, grazie all’ eliminazione dei componenti idraulici. Queste macchine integrano anche soluzioni di connettività che consentono il monitoraggio continuo e l’ ottimizzazione dell’ uso dell’ energia e del risparmio delle materie prime. L’ integrazione di fonti di energia rinnovabile nel processo produttivo, nel caso di Plastiblow, 80 % autoproduzione con pannelli solari e 20 % da centrale idroelettrica italiana, contribuisce a ridurre l’ impronta di carbonio e a favorire la transizione verso una produzione più sostenibile.” Conclude gli interventi Alberto Mencherini Director Sales and Marketing di Meccanoplastica che in modo quasi lapidario evidenzia che“ Tutti i nostri impianti di tutte le tre tecnologie che costruiamo vanno in questa direzione. Molti di essi sono sia rientranti nella classe EUROMAP 10 + per il ridotto consumo energetico.”
Maggiore utilizzo di materiali riciclati e biopolimeri Rimanendo in tema di sostenibilità i materiali in particolare quelli riciclati ed i biopolimeri assumono un ruolo importante anche nel mondo delle lavorazioni di soffiaggio. Vista l’ importanza dell’ argomento abbiamo interpellato i nostri interlocutori per conoscere la loro opinione in merito. Il primo ad intervenire è Alberto Mencherini di Meccanoplastica.“ Ormai da anni la nostra clientela utilizza tali materiali. E noi sviluppiamo tecnologia e soluzioni tecniche per assecondare questa necessità, con impianti che lavorano materiali cosiddetti PCR(= Riciclato da Post-Consumo), magari uniti con altri materiali plastici vergini ed a coloranti, per dare comunque ai flaconi una“ robustezza” e bellezza estetica che la sola plastica riciclata non garantisce. Noi, dal nostro piccolo angolo di osservazione che coinvolge le tre tecnologie( EBM – IBM – SBM), conosciamo la variegata realtà di questo“ mondo”, che purtroppo non è affatto lineare e che spesso viene presentato in maniera non corretta. Il Legislatore, infatti, persegue giuste politiche di riciclo e riutilizzo di materiali di seconda-vita, talvolta minacciando anche restrizioni e tassazioni che penalizzano gli operatori del nostro settore. Allo stesso tempo volendo ridurre l’ impatto carbonico ed il consumo energetico. Ma talvolta questo diventa una contraddizione in termini, in quanto per utilizzare materiali plastici di seconda vita per produrre contenitori in plastica, devi usare una tecnologia cosiddetta multistrato, che impone la costruzione di impianti a maggiore potenza energetica installata, a maggiore consumo energetico e, dunque, a maggiore
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