EDITORIALE di Paolo Spinelli( paolo. spinelli @ dbinformation. it)
Plast 2026 arriva in uno dei momenti più delicati degli ultimi anni per l’ industria europea delle materie plastiche. Le tensioni geopolitiche nell’ area dello Stretto di Hormuz continuano ad alimentare incertezza su energia, logistica e materie prime. L’ automotive europeo attraversa una trasformazione profonda, mentre il comparto del riciclo fatica a trovare equilibrio tra costi industriali elevati, domanda debole e concorrenza delle resine vergini. Anche i dati dell’ export italiano delle macchine per plastica e gomma, elaborati da Amaplast, raccontano un periodo complicato, con cali in quasi tutte le principali aree geografiche. Ed è proprio per questo che i numeri della manifestazione milanese assumono un significato particolare. Dal 9 al 12 giugno, nei padiglioni di Fiera Milano, saranno presenti oltre 1.000 espositori, con una quota internazionale del 44 %. Ma il dato che colpisce di più è l’ arrivo di 200 nuove aziende rispetto alle ultime due edizioni: un segnale che il settore continua a investire e a credere nel valore della presenza fieristica come leva commerciale. In una fase in cui molte imprese stanno rallentando investimenti e programmi di sviluppo, Plast 2026 prova a trasmettere un messaggio diverso: innovazione, tecnologia e internazionalizzazione restano priorità strategiche. Per l’ industria italiana delle macchine e dei materiali, avere una grande fiera“ di casa” assume oggi un valore ancora più importante. Il comparto vive di export, ma in un mercato globale sempre più instabile diventa fondamentale poter contare su una piattaforma domestica capace di attrarre buyer internazionali, consolidare relazioni commerciali e mostrare al mondo la competitività del Made in Italy. Non a caso, l’ organizzazione punta con decisione sulle delegazioni estere: sono attese oltre 300 aziende buyer provenienti soprattutto da India e America Latina, mercati considerati strategici per le prospettive del settore. Accanto alla trasformazione e all’ automazione, resteranno centrali anche i temi della sostenibilità, dei nuovi materiali e della manifattura avanzata, grazie anche ai saloni satellite Rubber, 3D Plast e PlastMat. Più che una semplice fiera, Plast 2026 si presenta quindi come un test di fiducia per l’ intera filiera italiana ed europea della plastica. E il fatto che il settore abbia scelto di esserci, nonostante tutto, è forse già la notizia più importante.
Plast 2026, la fiera della resilienza industriale
PLAST 2026 SI APRE IN UNA FASE
CRITICA PER I
MERCATI GLOBALI, MA CON OLTRE 1.000 ESPOSITORI
E 200 NUOVE
AZIENDE CONFERMA LA CENTRALITÀ DELLA FIERA PER
L’ INDUSTRIA ITALIANE DELLA PLASTICA.
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