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Decarbonizzazione e soluzioni drop-in Le strategie di sostenibilità si estendono anche alla produzione dei compound. Francesca Longinotti, Representative Veneto di Guztec Polymers, ha presentato gli obiettivi della casa rappresentata Evonik di riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, tra cui un taglio del 25 % delle emissioni Scope 1 e 2. Nel caso dei compound Vestamid, la produzione utilizza già energia elettrica certificata da fonti rinnovabili. Un elemento chiave è l’ approccio“ mass balance”, certificato secondo lo schema ISCC +, che consente di introdurre feedstock rinnovabili nella filiera chimica mantenendo la stessa struttura molecolare dei polimeri convenzionali. In questo modo è possibile offrire materiali“ drop-in”, utilizzabili negli stessi processi produttivi senza modifiche alle linee di trasformazione o alle specifiche tecniche dei prodotti.
Villa Zuccareda Binetti, sede della Fondazione Sportsystem e location dell’ incontro tecnico dedicato all’ innovazione dei polimeri nell’ industria delle attrezzature sportive glia di poliammidi semiaromatiche Kitan X, basate su PA MXD6, caratterizzate da un coefficiente di dilatazione termica lineare molto vicino a quello dei metalli. Questa proprietà consente di limitare le deformazioni dimensionali in presenza di forti escursioni termiche, condizione frequente nelle attrezzature sportive utilizzate in ambienti montani o outdoor. Accanto ai materiali tecnici tradizionali stanno emergendo anche polimeri di origine biologica. Tra questi il PHA, presentato con la piattaforma IamNature, un materiale prodotto da microrganismi e completamente biodegradabile in diversi ambienti naturali, dal suolo al compostaggio domestico fino all’ ambiente marino. Le formulazioni disponibili – oltre 500 – possono integrare cariche naturali provenienti da scarti agricoli o alimentari, come residui di arancia o caffè, contribuendo allo sviluppo di soluzioni più sostenibili.
Tecnologie di trasformazione e alleggerimento L’ innovazione riguarda non solo i materiali ma anche i processi di trasformazione. Tra le tecnologie più promettenti vi è la schiumatura con fluidi supercritici( SCF), presentata da Vincenzo Gancitano, TPE Technical Service And Development Engineer di Trinseo, per la produzione di intersuole ultraleggere in poliuretano termoplastico. Il processo utilizza gas come azoto o anidride carbonica in condizioni supercritiche per generare una struttura cellulare fine e omogenea. Il risultato è una schiuma con elevato ritorno elastico e peso ridotto, ottenuta attraverso un processo fisico – e non chimico – che facilita il riciclo del materiale. Parallelamente si stanno sviluppando nuove tecniche di lavorazione e finitura dei granuli polimerici. Tra queste, la colorazione sottovuoto presentata da Eber Bosa, Responsabile tecnico commerciale di Commerciale Isola, e da Filippo Fochesato Colombani, Responsabile R & D di Vesticolor, consente di deumidificare e colorare il materiale senza passare attraverso un processo di estrusione. Il metodo permette di preservare le proprietà meccaniche del polimero, riducendo al tempo stesso i consumi energetici fino al 90 %.
Polimeri bio-circolari e riciclo avanzato Un’ altra linea di sviluppo riguarda i polimeri bio-based ad alte prestazioni. La strategia Advanced Bio-Circular illustrata da Stefano Zani, Sales Manager High Performance Polymers di Arkema si basa sull’ utilizzo di materie prime rinnovabili, in particolare l’ olio di ricino, per la produzione di tecnopolimeri come la poliammide 11 e i copolimeri elastomerici Pebax Rnew. Questi materiali offrono elevata leggerezza e un significativo ritorno energetico, caratteristiche particolarmente apprezzate nelle calzature sportive e negli articoli destinati alle discipline ad alta intensità. Parallelamente, l’ industria dei polimeri sta investendo in sistemi di recupero e riciclo per i materiali tecnici a fine vita. Programmi come Virtucycle mirano a creare piattaforme dedicate al recupero e alla rigenerazione dei polimeri avanzati, contribuendo a chiudere il ciclo di vita dei prodotti.
Dallo sport all’ industria L’ esperienza del distretto di Montebelluna conferma come il settore sportivo rappresenti spesso un terreno privilegiato per la sperimentazione di nuovi materiali e tecnologie. Per questo motivo la Fondazione Sportsystem ha aperto uno sportello tecnologico dedicato ai materiali polimerici, con l’ obiettivo di facilitare lo scambio di competenze tra aziende della filiera e promuovere l’ adozione di soluzioni innovative. In prospettiva, le sfide legate alla sostenibilità, alla riduzione del peso dei prodotti e alla crescente integrazione dei processi produttivi – fino a linee automatizzate capaci di gestire l’ intero ciclo“ dal granulo alla scatola” – continueranno a stimolare lo sviluppo di nuovi polimeri e tecnologie di trasformazione. Lo sport, ancora una volta, potrebbe rivelarsi uno dei laboratori più dinamici per l’ innovazione dei materiali plastici.
70 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 6 ~ 6 | 2026 STAMPAGGIO
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