PLAST Giugno 2026 Stampaggio | Page 32

AMBIENTE [ E RICICLO ]

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Il secondo pilastro- ripensare la progettazione di sostanze chimiche, prodotti e sistemi- è complementare al primo e assegna alle imprese un ruolo chiave, ovvero la possibilità di agire in modo proattivo sulla progettazione, anticipando i requisiti normativi futuri stringenti e costruendosi un vantaggio competitivo. Il punto di partenza è la chimica dei materiali, che devono essere progettati per un riutilizzo sicuro, per ridurre il rilascio di microplastiche e per abbassare i rischi chimici derivanti dal riciclo. Principi di precauzione ed elenchi di sostanze chimiche sicure- come quelli in uso, ad esempio, nell’ Unione Europea, incluso il Regolamento REACH- e lo sviluppo di nuovi protocolli e requisiti per i test pre-mercato di nuove sostanze rappresentano misure trasformative concrete. Questi test possono però comportare un aumento dei costi di sviluppo di nuove sostanze chimiche, per cui sarebbero utili partnership pubblico-privato, esenzioni temporanee per i produttori di sostanze chimiche durante un periodo di introduzione graduale, incentivi finanziari che incoraggino innovazione e commercializzazione di sostanze chimiche e materiali più sicuri. La progettazione dei prodotti va armonizzata secondo le migliori pratiche disponibili. Dimensioni fisiche e proprietà dei materiali dei prodotti sono cruciali per raccolta, riutilizzo e riciclo. Vi sono strumenti politici che promuovono l’ eco-design, tra cui i regimi di Responsabilità Estesa del Produttore( EPR) con eco-modulazione- tariffe differenziate in funzione della sostenibilità del prodotto- e standard di eco-design che possono orientare il mercato in modo efficace.
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System Transformation 2040
BAU 2040
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BAU 2040
© 2025 The Pew Charitable Trusts
12 BREAKING THE PLASTIC WAVE 2025

Caso studio ipotetico di semplificazione di prodotti e materiali

Nelle plastiche oggi in commercio sono state identificate migliaia di sostanze chimiche, che danno origine a un numero pressoché illimitato di formulazioni di materiali. Questa varietà, apparentemente vantaggiosa, genera una complessità che minaccia la fattibilità economica e tecnica del riciclo su scala industriale La semplificazione dei tipi di plastica prodotti, eliminando i polimeri difficili da riciclare e gli additivi non indispensabili, aumenterebbe l’ omogeneità e la pulizia dei flussi di materiale, incrementando le efficienze di selezione e riciclo. La semplificazione potrebbe portare diversi benefici: migliorare qualità e prezzo dei materiali, abbassare i costi di riciclo, razionalizzare le normative chimiche, ridurre le preoccupazioni per la salute legate a riutilizzo e riciclo e le risorse necessarie per monitorare gli impatti sulla salute. Nell’ analisi di Pew è stato sviluppato un caso di studio ipotetico applicato a ogni categoria di imballaggio( rigido alimentare, rigido non alimentare, bottiglie e flessibile): si è passati dalle 34 tipologie polimeriche dello scenario BAU al 2040 a sole quattro tipologie semplificate. La semplificazione aumenta la quantità di rifiuti di imballaggi plastici recuperati e avviati al riciclo, rispetto al BAU, attraverso sistemi di raccolta formali( dal 3 % al 47 %) e informali( dal 14 % al 18 %). In questo caso studio la plastica riciclata rappresenta il 57 % del materiale di partenza per la produzione di nuovi imballaggi plastici al 2040, determinando una riduzione del 36 % delle emissioni di gas serra.
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