PLAST Febbraio 2026 | Page 28

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ECONOMIA [ MERCATO ]

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VOLATILITÀ PREZZI MPS( VALORI INDICATIVI / SIMULATI)
MATERIALE
GENNAIO(€/ T)
FEBBRAIO(€/ T)
MARZO(€/ T)
APRILE(€/ T)
MAGGIO(€/ T)
PET
380
490
400
575
345
LDPE
335
770
510
730
525
HDPE
650
430
680
795
345
PP
840
720
370
710
480
PS
425
830
655
845
530
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MISURA NORMATIVA STATO NOTE
Plastic Tax UE
Plastic Tax Italia( MACSI) End of Waste per la plastica Divieto export verso non-OCSE
Attiva
0,80 €/ kg sui rifiuti plastici non riciclati
Non attiva Rinviata al 1 ° gennaio 2027
Non attivo
Attivo dal 2026
Solo per PFU / gomma
Maggiore pressione sulla filiera Spagna 1.005 742
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STATO DEGLI IMPATTI NORMATIVI SULLA FILIERA PLASTICA
CONFRONTO PREZZI: POLIMERI VERGINI VS RICICLATI( VALORI INDICATIVI / SIMULATI IN €/ TONNELLATA)
MATERIALE VERGINE(€/ T) RICICLATO(€/ T) PET 1200 900 HDPE 1100 750 PP 1000 680
ma vulcanizzata da PFU. Questa mancanza ostacola la libera circolazione delle materie prime seconde e limita la certezza giuridica per gli operatori. 2. Plastic tax e strumenti economici- La plastic tax europea è operativa dal 2021, ma l’ Italia non ha ancora introdotto una propria misura nazionale, rimandando l’ entrata in vigore della tassa sui MACSI al 2027. Nel frattempo, il contributo comunitario( 0,80 €/ kg sulle plastiche non riciclate) grava sulla fiscalità generale, senza produrre incentivi al riciclo. Strumenti ritenuti strategici dalla filiera – come certificati di riciclo, incentivi all’ uso di riciclato, o l’ inserimento delle MPS nei Certificati Bianchi – sono ancora assenti o in fase di discussione preliminare. 3. EPR e contenuto minimo riciclato- Se nel packaging il sistema EPR è consolidato, mancano ancora obblighi di contenuto minimo riciclato al di fuori del PET, così come un’ applicazione uniforme e vincolante dei CAM. Il settore auspica un ampliamento delle categorie merceologiche sottoposte a requisiti minimi, considerati un volano essenziale per dare stabilità alla domanda.
Riciclo chimico: potenzialità e limiti attuali Il riciclo chimico viene considerato un’ opzione complementare a quello meccanico, soprattutto per gestire frazioni complesse come il Plasmix. Tuttavia, gli operatori rimangono cauti: gli investimenti richiesti sono elevati e persistono dubbi sulla reale disponibilità di feedstock e sulla sostenibilità economica dei processi. La filiera sottolinea la necessità di definire un quadro chiaro che eviti sovrapposizioni e distorsioni competitive.
Verso un nuovo equilibrio industriale Il settore identifica alcune priorità strategiche:
• strumenti economici che valorizzino il contributo del riciclo alla decarbonizzazione;
• un mercato unico europeo del riciclato, con criteri EoW armonizzati;
• incentivi stabili per l’ uso di polimeri riciclati;
• un rafforzamento dell’ eco-design dei prodotti;
• una maggiore semplificazione delle procedure autorizzative.
Si tratta di condizioni essenziali per garantire continuità al ruolo dell’ Italia nella filiera internazionale della trasformazione e del riciclo delle plastiche. L’ industria italiana della plastica possiede competenze avanzate, tecnologie mature e una filiera ampia che integra trasformatori, riciclatori e produttori di MPS. Tuttavia, senza un intervento strutturale sulle regole del mercato, il settore rischia di vedere compromesso un vantaggio competitivo storico. La transizione verso un modello circolare richiede un approccio industriale organico, capace di coniugare sostenibilità, stabilità dei prezzi, innovazione tecnologica e una governance normativa coerente con le reali esigenze delle imprese. Il 2025 rappresenta un punto di osservazione privilegiato: un anno in cui il settore segnala con chiarezza le proprie fragilità, ma anche le condizioni per un possibile rilancio.
28 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 2 ~ 2 | 2026 WWW. PLASTMAGAZINE. IT