Dal punto di vista industriale, l’ accordo potrebbe favorire:
• una maggiore penetrazione dei materiali tecnici europei nei settori automotive, elettrodomestici e costruzioni,
• l’ export di polimeri per il packaging, anche in relazione alla crescita dei mercati alimentari e dei beni di consumo in America Latina,
• una più stretta integrazione delle catene di fornitura tra produttori di materiali e trasformatori locali.
Resta tuttavia da considerare che la concorrenza con la produzione locale e con fornitori extraeuropei continuerà a giocarsi non solo sul prezzo, ma anche su continuità delle forniture, assistenza tecnica e qualità costante del prodotto.
Macchinari per plastiche: uno dei capitoli più favorevoli Ancora più rilevante, per la filiera europea, è il capitolo dedicato ai macchinari per la lavorazione di gomma e materie plastiche, classificati nel Capitolo 84 HS. L’ allegato tariffario include in modo esplicito la quasi totalità delle tecnologie impiegate nei processi di trasformazione:
• presse a iniezione,
• estrusori per materiali termoplastici,
• macchine per soffiaggio e per la produzione di contenitori,
• termoformatrici e macchine per stampaggio sottovuoto,
• macchine ausiliarie e parti di macchine. Per questi beni strumentali, l’ accordo prevede l’ eliminazione integrale dei dazi applicati dal Mercosur, con tempistiche spesso più rapide rispetto alle materie prime: in diversi casi l’ azzeramento è immediato, negli altri avviene entro 4 – 7 anni dall’ entrata in vigore dell’ accordo. Si tratta di un aspetto tutt’ altro che secondario se si considera che i dazi di base applicati da Argentina e Brasile possono arrivare fino al 20 %, incidendo in modo diretto sul prezzo finale delle macchine importate. La loro rimozione potrebbe quindi:
• rafforzare la posizione dei costruttori europei nei mercati sudamericani,
• sostenere la domanda di impianti completi e soluzioni tecnologicamente avanzate,
• favorire l’ adozione di automazione, digitalizzazione e controllo di processo.
Per l’ industria italiana delle macchine per plastica, storicamente ben posizionata nell’ area Mercosur, l’ accordo potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo strutturale, a patto di accompagnare la vendita delle macchine con servizi, assistenza locale e formazione.
Riciclo e modernizzazione degli impianti Un ulteriore elemento di interesse riguarda le tecnologie per il riciclo e il recupero delle materie plastiche. Sebbene l’ allegato tariffario non distingua in modo esplicito le macchine“ per il riciclo”,
PER I BENI STRUMENTALI, L’ ACCORDO PREVEDE L’ ELIMINAZIONE INTEGRALE DEI DAZI APPLICATI DAI PAESI DEL MERCOSUR
queste rientrano a pieno titolo nelle categorie di macchinari per la lavorazione delle plastiche e beneficiano quindi della stessa liberalizzazione. In un contesto in cui anche i Paesi Mercosur sono chiamati a modernizzare i propri sistemi industriali e di gestione dei rifiuti, l’ accesso facilitato alle tecnologie europee per il riciclo meccanico potrebbe rappresentare un fattore di sviluppo industriale e di aggiornamento degli impianti esistenti.
Oltre i dazi: i nodi ancora aperti Come spesso accade negli accordi commerciali, la riduzione tariffaria costituisce una condizione necessaria ma non sufficiente. Per le imprese europee della plastica e delle macchine, restano centrali alcuni aspetti operativi:
• l’ evoluzione dei requisiti tecnici e normativi locali,
• l’ allineamento degli standard di sicurezza e certificazione,
• le condizioni di accesso ai mercati in termini di procedure doganali e tempi amministrativi. Solo dalla combinazione di questi fattori dipenderà la reale capacità dell’ accordo UE – Mercosur di tradursi in opportunità industriali concrete, piuttosto che in un semplice esercizio di liberalizzazione formale.
Da sinistra: Javier Milei, presidente dell’ Argentina, Luis Lacalle Pou, presidente dell’ Uruguay, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, Luiz Inácio Lula da Silva, presidente del Brasile e Santiago Peña, presidente del Paraguay
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