PLAST Febbraio 2026 | Seite 23

Proseguono le difficoltà del riciclo: Assorimap chiede obblighi anticipati sul contenuto di riciclato, Unionplast avverte che sarebbe dannoso per i trasformatori.

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Crisi del riciclo: Assorimap e Unionplast divise sulle soluzioni

Proseguono le difficoltà del riciclo: Assorimap chiede obblighi anticipati sul contenuto di riciclato, Unionplast avverte che sarebbe dannoso per i trasformatori.

Il settore del riciclo delle plastiche in Italia è in piena emergenza. Da mesi il mercato non assorbe i materiali riciclati, costringendo le imprese a una produzione in perdita e mettendo a rischio l’ intera filiera della raccolta differenziata. Alla vigilia del tavolo convocato dal Ministero dell’ Ambiente, le associazioni di categoria si presentano con posizioni divergenti: Assorimap, che rappresenta i riciclatori, chiede misure immediate e strutturali, come l’ anticipo al 2027 degli obblighi europei sul contenuto minimo di riciclato negli imballaggi; Unionplast, portavoce dei trasformatori, avverte invece che un intervento unilaterale sarebbe dannoso, spostando la crisi da un segmento all’ altro e gravando le imprese di costi e incertezze. Una contrapposizione che riflette la complessità di un settore strategico, stretto tra obiettivi di sostenibilità e la necessità di salvaguardare la competitività industriale.

La posizione di Assorimap Il presidente di Assorimap, Walter Regis, lancia l’ allarme: « Il mercato è fermo e le nostre proposte non hanno trovato riscontro. Serve una svolta immediata e strutturale ». Secondo l’ associazione, le misure ipotizzate dal Ministero – come il credito d’ imposta per gli utilizzatori di plastica ricicla- ta – sono insufficienti e troppo lente. « Affidarsi solo a incentivi significa lasciare la scelta al mercato, senza affrontare i costi di produzione né contrastare le importazioni low cost asiatiche », spiega Regis. La proposta di Assorimap è chiara: anticipare al 2027 le disposizioni del regolamento europeo PPWR sul contenuto minimo di riciclato negli imballaggi, per garantire quote obbligatorie e difendere la qualità del made in Italy.
Unionplast:“ Serve equilibrio” Una posizione che Unionplast non condivide. Pur riconoscendo l’ urgenza di interventi, l’ associazione dei trasformatori avverte che anticipare gli obblighi europei sarebbe « una misura unilaterale e fortemente impattante sull’ industria nazionale ». In un contesto di domanda debole e margini ridotti, nuovi vincoli rischierebbero di spostare la crisi da un segmento all’ altro, generando costi elevati, complessità normativa e incertezza operativa. Inoltre, Unionplast teme che gli utilizzatori possano orientarsi verso materiali alternativi, aggravando gli squilibri di mercato e creando divergenze regolatorie con gli altri Paesi UE. « Serve coerenza e proporzionalità: il tavolo ministeriale è la sede per definire misure equilibrate e pragmatiche », sottolinea l’ associazione. p Walter Regis, presidente di Assorimap p Massimo Centonze, presidente di Unionplast
Il nodo del tavolo ministeriale Il confronto tra le due anime della filiera – riciclatori e trasformatori – evidenzia la difficoltà di trovare una strategia comune per uscire dalla crisi senza compromettere la competitività del settore. Il prossimo incontro al MASE sarà decisivo per capire se prevarrà la linea dell’ obbligatorietà immediata o quella della gradualità concertata.
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