Saldo positivo oltre € 1,5 mld per le attrezzature per plastica, ma sotto il 2024. Europa giù, Asia in ripresa con Cina e India in forte aumento.
PRIMO PIANO ECONOMIA
Macchinari: import + 16 %, export in calo
Saldo positivo oltre € 1,5 mld per le attrezzature per plastica, ma sotto il 2024. Europa giù, Asia in ripresa con Cina e India in forte aumento.
Il commercio estero italiano di macchine, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma chiude i primi nove mesi del 2025 con un andamento contrastato. Le rilevazioni Istat, diffuse da Amaplast, confermano un settore in fase di assestamento: l’ import continua a crescere con decisione, mentre l’ export registra un’ ulteriore contrazione, pur mantenendo un saldo commerciale ampiamente positivo. Il surplus supera infatti il miliardo e mezzo di euro, ma resta distante dagli 1,8 miliardi dei primi nove mesi del 2024. Una dinamica che riflette, da un lato, investimenti interni ancora vivaci e, dall’ altro, una domanda internazionale più debole in diversi mercati chiave.
Import: investimenti in crescita Nei primi tre trimestri del 2025 l’ import raggiunge 837 milioni di euro, con un incremento del 16,5 % rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. A trainare la domanda sono soprattutto le tecnologie per la trasformazione primaria e gli stampi. Tra le categorie più dinamiche spiccano:
• stampatrici flessografiche(+ 142,1 %)
• macchine per materiali espansi(+ 500 %)
• presse per pneumatici e camere d’ aria(+ 590,6 %)
• termoformatrici(+ 51,8 %)
• macchine a iniezione(+ 14,3 %) La classifica dei principali forni- tori resta invariata: Germania, Cina e Austria consolidano la loro posizione, tutte con valori in crescita. Particolarmente rilevante l’ aumento delle macchine a iniezione provenienti dalla Germania e degli stampi importati dalla Cina.
Export: un rallentamento che pesa L’ export si attesta a 2,39 miliardi di euro, in calo del 6,6 % rispetto al 2024. Il dato conferma un indebolimento già osservato lo scorso anno, sebbene con alcuni segnali di attenuazione nel terzo trimestre. L’ Unione Europea rimane la principale area di destinazione, con una quota del 52,4 %, ma registra un calo del 7 %. In diminuzione anche le vendite verso Nord America(-13 %) e Centro-Sud America(-12 %). Più dinamica l’ Asia / Oceania, che cresce dell’ 8,7 %.
I mercati chiave: luci e ombre La classifica dei primi dieci Paesi di destinazione evidenzia un quadro molto eterogeneo. Mercati in calo
• Germania(-10,4 %): diminuiscono stampi ed estrusori.
• Francia(-15,9 %): cali significativi per stampi, macchine per formare e flessografiche.
• Messico(-40,5 %): forte contrazione di estrusori, presse e stampi.
Fuori dalla top ten, spiccano le riduzioni di:
• Turchia(-42 %), penalizzata soprattutto dagli stampi.
• Brasile(-37 %), con un crollo nelle vendite di estrusori.
Mercati in crescita
• Stati Uniti(+ 4,9 %), nonostante le tensioni commerciali.
• Cina(+ 21,6 %), con un picco nelle macchine a iniezione, dato che richiederà verifiche nelle revisioni Istat.
• India(+ 52,5 %), trainata da impianti per mono-multifilamenti ed estrusori.
• Polonia(+ 33,4 %) e Romania(+ 22,5 %), entrambe sostenute da importanti commesse di estrusori e altre tecnologie.
Tendenze trimestrali e mensili L’ analisi dei valori cumulati mostra una forte volatilità:
• l’ import accelera nel terzo trimestre(+ 28,2 % anno su anno)
• l’ export, pur restando negativo, mostra un miglioramento nel mese di settembre(+ 4,3 % rispetto al 2024) Il settore sembra quindi attraversare una fase di ricalibratura, con segnali di recupero non ancora uniformi.
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