Roberto Saraceni , ricercatore del Laboratorio Enea Biotecnologie RED
Le cellule trattate con le nanoplastiche da 20nm assumono una forma fusiforme , perdono l ’ adesione cellulare e presentano caratteristiche apoptotiche come la formazione di blebs ( left side , inset ). Le cellule trattate con le nanoplastiche da 80nm presentano una riduzione delle protrusioni cellulari e dell ’ adesione ( right side ) ma senza segni apoptotici ; scale bar : 20 µ m impatto sulla salute umana , è strettamente interconnessa e può venire drammaticamente compromessa dalla diffusione dell ’ inquinamento da nanoplastiche se non affrontato con la dovuta tempestività ”. Grazie a questo studio i ricercatori hanno identificato i possibili meccanismi alla base del danno ai tessuti biologici causato dalle nanoplastiche , attraverso l ’ applicazione di sistemi biotecnologici innovativi e lo sviluppo di modelli sperimentali animal-free avanzati . Tali modelli si sono rivelati cruciali per ampliare la comprensione dell ’ impatto dei rifiuti plastici sulla salute degli ecosistemi , permettendo di ottenere dati riproducibili e di condurre studi su larga scala . Le nanoparticelle di plastica ( visibili solo al microscopio e con dimensioni inferiori a 1000 nanometri , ossia circa 50-100 volte più piccole del diametro di un capello ) hanno attirato l ’ attenzione della comunità scientifica per la capacità di attraversare membrane biologiche come quella intestinale e la barriera emato-encefalica , aumentando la loro tossicità potenziale verso gli organismi marini . “ Le nanoparticelle possono causare effetti come tossicità cellulare , neurotossicità , genotossicità , stress ossidativo , alterazioni metaboliche , infiammazioni e malformazioni nello sviluppo delle specie marine , ma i meccanismi cellulari e molecolari alla base di questi impatti non sono ancora completamente compresi ”, sottolinea Saraceni .
Un problema globale : inquinamento e gestione dei rifiuti plastici La contaminazione degli ambienti marini e di acqua dolce da parte delle nanoplastiche è considerata una minaccia globale
NANOPARTICELLE DI POLISTIRENE DA 20 NANOMETRI HANNO CAUSATO UN DANNO MAGGIORE RISPETTO A QUELLE DA 80 NANOMETRI
per gli organismi viventi che li popolano . La produzione di plastica nel mondo è stata di oltre 400 milioni di tonnellate nel 2022 e le stime più recenti prevedono che raddoppierà nei prossimi 20 anni fino a triplicare entro il 2060 . La maggior parte dei rifiuti plastici non viene gestita correttamente : solo il 9 % è riciclato , il 19 % incenerito e il resto finisce in discariche o siti di smaltimento non controllati . Questo contribuisce all ’ accumulo di plastica nell ’ ambiente , e sono soprattutto gli ecosistemi marini a subire l ’ impatto maggiore : si stima che più di 171 trilioni di particelle di plastica si accumulino nell ’ ambiente marino , degradandosi in frammenti più piccoli . Il polistirene è una delle materie plastiche non biodegradabili più comuni e contribuisce significativamente all ’ inquinamento plastico ambientale . Tra le più frequentemente trovate negli organismi marini , presenta una tossicità significativamente maggiore rispetto ad altri polimeri testati . La sua potenziale tossicità per gli organismi acquatici e gli ecosistemi rimane una preoccupazione e , per questo , servono ulteriori ricerche per indagare su scala più ampia gli effetti a lungo termine ”, conclude Saraceni .
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