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a cura di Giovanna Delfrate
Sistema Rentri e gestione pallet
p Le aziende che ritirano pallet usati per ripararli o rigenerarli svolgono un’ attività che può rientrare nella gestione dei rifiuti, in particolare nelle operazioni di recupero R13 e R3, con obblighi specifici di tracciabilità e autorizzazione
Importanti chiarimenti sulla gestione degli imballaggi terziari, con particolare riferimento ai pallet, si rendono oggi più che mai necessari a seguito delle recenti evoluzioni normative in materia di gestione dei rifiuti e dell’ introduzione del nuovo sistema di contabilità e tracciabilità dei rifiuti Rentri, che hanno delineato e chiarito nuovi indirizzi operativi e gestionali. Secondo quanto stabilito dall’ art. 218, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 152 / 2006( Testo Unico Ambiente), i pallet rientrano infatti a pieno titolo nella categoria degli imballaggi. È invece l’ art. 221, comma 1 a stabilire che i produttori e gli utilizzatori di imballaggi sono responsabili della loro corretta gestione ambientale. Il T. U. disciplina, quindi, la corretta gestione degli imballaggi immessi sul mercato nazionale e dei rifiuti di imballaggio debba essere garantita dagli operatori delle rispettive filiere in base al principio della“ responsabilità condivisa”. Il destino di un pallet usato dipende quindi dall’ intenzione del suo detentore e dalle modalità di gestione. Secondo l’ articolo 218, comma 1, lettera f), un pallet usato non è classificato come rifiuto se può essere riutilizzato immediatamente. Diverso è il caso in cui il pallet non sia più utilizzato: se un produttore o utilizzatore decide per qualsiasi motivo di liberarsene, il pallet viene assoggettato alla normativa sopra indicata e deve essere affidato a un operatore autorizzato per il trasporto e il recupero.“ Alla luce dei recenti aggiornamenti normativi, si raccomanda fortemente alle aziende di garantire il pieno rispetto delle disposizioni vigenti in materia di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio, anche in relazione al sistema RENTRI – spiega Marco Barragato di Barragato srl, consulente ambientale di Relicyc, azienda attiva nel riciclo delle materie plastiche e legno. u Il supporto in cartone di Ezy: split consente di ridurre la componente in plastica fino al 45 %, mentre la completa separabilità dei due materiali rende il cestino pratico da riciclare
Ilip a Macfrut 2025
Ilip ha partecipato alla 42 ª edizione di Macfrut come espositore ed è stato protagonista anche nella nuova Berry Area in qualità di Gold Sponsor. L’ azienda ha presentato le più recenti innovazioni per il confezionamento dei berries e le soluzioni pensate per coniugare protezione del prodotto, prolungamento della shelf life e sostenibilità. Ha esposto le sue soluzioni in R-PET, tra cui i cestini termosaldabili B40 e B46 Air Wave, progettati per proteggere i frutti delicati grazie al fondo bombato, che ammortizza gli urti ed elimina la necessità di aggiungere il pad sul fondo. I cestini sono completamente riciclabili nel flusso R-PET e rappresentano una risposta concreta alle esigenze del mercato. È stato inoltre possibile conoscere da vicino i prodotti in T2T R-PET ottenuti attraverso il ciclo chiuso dell’ R-PET. Un processo virtuoso che consente il riciclo non solo di bottiglie postconsumo, ma anche di cestini e vassoi in PET, grazie all’ impianto di riciclo di AMP Recycling, azienda del Gruppo Ilpa, di cui anche Ilip fa parte. Ezy: split è il primo cestino ibrido in R-PET e cartone progettato per il confezionamento di frutta premium. A Macfrut 2025, ILIP ha rafforzato il dialogo con il settore berries attraverso la partecipazione alla Berry Area, che prevede anche uno spazio espositivo dedicato e uno slot di presentazione di 15 minuti nel palinsesto degli incontri tra sponsor ed esperti.
Teli per pacciamatura in bioplastica
I teli per la pacciamatura realizzati con la bioplastica di Sirmax Group, hanno superato i test sperimentali in campo aperto, in un progetto di ricerca a cura dell’ Università di Torino. Sirmax Group, che già fornisce compound per diversi mercati come automotive, elettrico ed elettronico, costruzioni e altri ancora, è da sempre attiva per sviluppare soluzioni sostenibili e, con questo risultato, raggiunge un nuovo importante traguardo, entrando di fatto nel settore dell’ agricoltura, dove sono ancora molte le sfide da affrontare legate alla sostenibilità. Tra queste, c’ è sicuramente l’ eliminazione delle microplastiche nel suolo, derivanti dall’ utilizzo di materiali convenzionali. Il telo per la pacciamatura, usato solitamente per impedire la comparsa di erbe infestanti nella coltivazione di frutteti, vigneti, orti, eccetera, è realizzato con BioComp, una formulazione di materiale biodegradabile certificato“ Biodegradable Soil” secondo la EN 17033:2018-3 e l’ obiettivo dell’ azienda è stato quello di portalo sul mercato affiancando le certificazioni di laboratorio“ tradizionali” con studi specifici realizzati in campo aperto. Per la validazione del prototipo, l’ azienda di Cittadella ha collaborato a un progetto di ricerca condotto dall’ Università di Torino, volto a studiare il comportamento delle plastiche biodegradabili nei suoli agricoli analizzando materiali di diverse aziende.
74 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 12 ~ 12 | 2025 WWW. PLASTMAGAZINE. IT