PLAST Dicembre 2025 | Seite 18

La chimica si conferma pilastro dell’ economia italiana. Costi energetici e“ bulimia normativa” europea mettono a rischio la competitività.

PRIMO PIANO ECONOMIA

Federchimica: energia e burocrazia frenano la chimica italiana

La chimica si conferma pilastro dell’ economia italiana. Costi energetici e“ bulimia normativa” europea mettono a rischio la competitività.

L

industria chimica italiana si conferma un pilastro strategico del sistema produttivo, contribuendo in modo decisivo alla competitività e all’ innovazione del Paese. Con 65 miliardi di euro di fatturato, 40,6 miliardi di export e oltre 113.000 addetti altamente qualificati, il settore si posiziona come quinta industria nazionale e terzo produttore europeo. Ogni 100 euro di valore aggiunto generato dalla chimica ne attivano altri 232 lungo le filiere collegate, a testimonianza del suo ruolo moltiplicatore sull’ economia reale. Ma, come emerge dal Report Federchimica presentato in occasione dell’ Assemblea 2025, la situazione appare oggi segnata da un forte contrasto: una leadership europea sul fronte della sostenibilità si accompagna a una crisi di competitività crescente dovuta a costi energetici elevati, iper-regolamentazione e concorrenza globale sempre più aggressiva.
Una“ chimica dei valori”: economico, ambientale e sociale Il presidente di Federchimica, Francesco Buzzella, ha sottolineato come la chimica italiana generi“ una pluralità di valori fondamentali per il futuro del Paese”, agendo su tre dimensioni interconnesse: economica, ambientale e sociale. Negli ultimi trent’ anni il settore ha ridotto del 70 % le emissioni dirette di gas serra e dimezzato i consumi energetici, raggiungendo una quota di riciclo vicina al 50 % dei propri rifiuti. Risultati che fanno dell’ Italia un punto di riferimento in Europa per efficienza energetica ed economia circolare. Sul fronte sociale, la chimica si distingue per occupazione stabile e qualificata: il 96 % dei contratti è a tempo indeterminato, la quota di laureati raggiunge il 27 %( contro il 13,5 % della media manifatturiera) e le retribuzioni sono superiori del 35 % alla media nazionale.
Una congiuntura difficile: quarto anno consecutivo di calo produttivo Il 2025 rappresenta il quarto anno consecutivo di flessione della produzio- ne chimica italiana, con un calo dell’ 1,5 % e livelli ancora inferiori dell’ 11 % rispetto al 2021. Una tendenza che riflette la debolezza dell’ intera chimica europea: in Germania, la contrazione rispetto al 2021 raggiunge addirittura il 19 %. A pesare sulla performance p Francesco Buzzella, presidente di Federchimica del settore è una doppia morsa competitiva: da un lato il protezionismo statunitense, che sta erodendo l’ a- vanzo commerciale con gli USA( 1,2 miliardi di euro nel 2024), e dall’ altro la sovracapacità cinese, che ha fatto salire la quota dell’ import cinese di prodotti chimici in Italia dal 6 % al 17 % in soli quattro anni.
Energia e burocrazia: le zavorre della competitività Tra le sfide più urgenti spicca il nodo energia. L’ incidenza dei costi energetici sul valore della produzione è salita dal 14 % nel 2021 al 18 % nel 2024, con un prezzo medio dell’ elettricità in Italia di 120 €/ MWh nei primi nove mesi del 2025, il doppio rispetto a Francia e Spagna. A questo si aggiunge una iper-regolamentazione europea che, tra il 2019 e il 2024, ha prodotto oltre 13.000 nuove norme( contro le 3.500 degli Stati Uniti). Il risultato è un aumento vertiginoso dei costi normativi, passati dal 4 % al 13 % del valore aggiunto in meno di dieci anni. Le politiche climatiche UE, come l’ EU ETS, gravano per oltre 600 milioni di euro l’ anno sul comparto chimico italiano – una cifra destinata a salire fino a 1,5 miliardi entro il 2030 – sottraendo risorse cruciali alla ricerca e all’ innovazione.
Federchimica:“ Servono pragmatismo energetico e semplificazione” Per invertire la rotta, Federchimica chiede un cambio di paradigma politico e industriale basato su tre priorità:
• Pragmatismo energetico e neutralità tecnologica, con piena operatività dei meccanismi di energy release e gas release per contenere i costi.
• Transizione ambientale sostenibile, con incentivi e regole stabili per accompagnare la decarbonizzazione senza shock.
• Semplificazione normativa, per ridurre la burocrazia e accelerare investimenti e autorizzazioni.
“ Imprese, istituzioni e persone devono diventare soggetti di movimento”, ha concluso Buzzella, invitando a“ guardare oltre le incertezze, per costruire un futuro in cui la chimica continui a generare valore per il Paese”.
18 RIVISTA DELLE MATERIE PLASTICHE 12 ~ 12 | 2025 WWW. PLASTMAGAZINE. IT