PARTS TRUCK Settembre/Ottobre 2025 | Page 72

INTERVISTA
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li pesanti le alternative realmente praticabili sono ancora limitate. Al momento, l’ unica opzione che garantisce flessibilità d’ impiego è rappresentata dai motori a combustione, soprattutto se abbinati agli ultimi standard Euro, già molto efficienti dal punto di vista ambientale, e all’ uso crescente dei biocarburanti. In Italia, l’ età media dei veicoli pesanti è elevata( 12,5 anni sopra le 16 tonnellate e 14,7 sopra le 3,5), ma le imprese di autotrasporto sono pronte a investire in sostenibilità. Tuttavia, la transizione non può basarsi solo sull’ elettrico: un’ apertura dell’ UE a un mix energetico che includa i biocarburanti potrebbe dare un forte impulso al mercato, partendo proprio dalle aziende più strutturate. E torniamo alle certezze: le imprese per pianificare investimenti hanno bisogno di regole certe, chiare e praticabili. Al 2035, data fissata per il phase out dei motori a combustione, mancano dieci anni. Un parco va rinnovato ogni tre-quattro anni, dunque c’ è ancora un po’ di tempo. Ma non illudiamoci, il tempo scorre assai veloce”.
In questo scenario quale ruolo gioca l’ Europa?“ Il ruolo dell’ Unione Europea è cruciale nelle scelte che riguardano il futuro dell’ automotive e, più in generale, dell’ industria europea. Il Regolamento CO 2
, che di fatto impone l’ elettrico come unica soluzione per la trazione stradale, è sempre più criticato, anche perché non considera l’ intera impronta carbonica dell’ elettrico, spesso più impattante di quella dei biocarburanti. Entro fine anno, la Commissione UE dovrà presentare un’ analisi sull’ opportunità di incentivare biocarburanti avanzati, biogas e combustibili rinno-
vabili non biologici per i veicoli pesanti, prevedendo anche misure concrete e incentivi. Se l’ analisi sarà approfondita e imparziale emergerà la validità dei biocarburanti nel processo di decarbonizzazione, correggendo un approccio ideologico che oggi blocca il mercato e mette a rischio la sopravvivenza dell’ automotive europeo, già sotto pressione per la concorrenza cinese e la mancanza di adeguati aiuti pubblici”.
Quanto sono importanti i dati per un concessionario moderno?“ Sono vitali e il Regolamento europeo Data Act, in vigore da settembre, rappresenta un primo passo verso la regolamentazione dell’ uso dei milioni di dati generati dai veicoli moderni, ma siamo ancora lontani da un sistema pienamente definito, in quanto va chiarito chi ha diritto ad accedere a questi dati. Chi è a stretto contatto con i clienti, come i concessionari, deve poter accedere ai dati dei veicoli per offrire servizi efficienti e in tempo reale nel rispetto della privacy”.
Quali sono le sfide più urgenti per l’ assistenza e il post vendita?“ La sfida più urgente è la carenza di personale qualificato. Con l’ evo-
luzione tecnologica dei veicoli, specialmente quelli pesanti, cresce la necessità di tecnici formati, sia attraverso aggiornamenti continui sia tramite l’ inserimento di nuove risorse. Tuttavia, la formazione attuale spesso non tiene il passo con l’ innovazione e per affrontare questo gap Federauto sta valutando l’ avvio di propri corsi formativi, così da offrire ai concessionari strumenti adeguati a garantire un’ assistenza tecnica di alto livello, fondamentale per il post vendita”.
Artusi, come immagina il concessionario del futuro?“ Nel mondo truck & bus sarà sempre più un operatore che abbraccia un mercato complesso e tecnologico, soprattutto nel settore dei pesanti. I veicoli moderni richiedono un’ assistenza post vendita sempre più articolata, mentre le nuove normative impongono adempimenti burocratici che complicano ulteriormente la gestione. Il concessionario dovrà sapersi adattare, mantenendo il proprio ruolo storico: essere il punto di riferimento territoriale dell’ automotive, vicino al cliente e capace di interpretare e rispondere in modo dinamico alle evoluzioni del mercato”.
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