PARTS TRUCK Maggio/Giugno 2025 | Seite 59

AZIENDE
mo amore”, racconta,“ e ancora oggi trascorro 90 giorni all’ anno in viaggio per incontrare clienti e toccare con mano il mercato. È fondamentale per restare connessi alla realtà e comprendere cosa funziona e cosa migliorare”. Conosce ogni reparto, ogni volto, e ci guida tra i capannoni dell’ azienda, a partire da quello storico dove tutto ebbe inizio. Qui è stata allestita una piccola mostra museale: una raccolta ordinata di pompe e componenti che raccontano la storia dell’ evoluzione della meccanica di precisione italiana, tra marchi storici e innovazioni pionieristiche. OMP oggi si estende su oltre 40mila m2 coperti. L’ ambiente è luminoso, ordinato, automatizzato. Le stesse isole robotizzate servono la produzione OE e Aftermarket, garantendo coerenza e qualità su ogni lotto.“ Le nostre linee sono servite da ma-
Alessandro Mazzocco dirige la Business Unit Aftermarket di OMP
gazzini automatici verticali, tutto è pensato per ottimizzare ogni fase, dal montaggio al controllo qualità”, spiega Mazzocco. Forte di un team di oltre cinquanta persone tra ingegneri e tecnici R & D, OMP investe costantemente in innovazione.“ L’ automazione è uno strumento per valorizzare il fattore umano, non per sostituirlo. Vogliamo che le persone qui possano crescere, esprimere il proprio talento e mantenere un sano equilibrio vita-lavoro”.
AFTERMARKET, DNA DI FAMIGLIA“ Mio nonno ha iniziato con i ricambi”, racconta Alessandro,“ In un periodo in cui l’ industria automobilistica italiana faticava a soddisfare la domanda, lui riusciva a farlo con ricambi di qualità”. Nel tempo, OMP si è evoluta in un solido partner OE per i principali brand truck e passenger car, ma il legame con l’ aftermarket non si è mai spezzato. Anzi, oggi l’ azienda punta con decisione a riaffermarsi in questo mercato con una Business Unit dedicata.“ Nel 2017, l’ Aftermarket pesava 6,5 milioni di euro sul fatturato aziendale. Nel 2024 chiuderemo a poco meno di 13 milioni, circa il 10 % dei 130 milioni complessivi », afferma con soddisfazione Mazzocco. E i margini di crescita sono evidenti: l’ attuale produzione Aftermarket è di 250mila pezzi l’ anno, ma c’ è capacità per incrementare notevolmente. La svolta è passata anche da un nuovo approccio logistico.“ Abbiamo ridisegnato i flussi in oltre cinque mesi di studio per creare un sistema efficiente e dedicato all’ Aftermarket. Eravamo a zero
stock, oggi abbiamo 38mila pezzi pronti, con lead time passati da 120 giorni pre-Covid a 42 giorni. Un traguardo, ma non un punto di arrivo”. OMP oggi è presente in due gruppi di acquisto strategici, come ATR e GroupAuto International con trattative in corso per entrare in altre realtà di primo piano.
UN NUOVO POSIZIONAMENTO PER L’ AFTERMARKET OMP In questo percorso evolutivo, il marketing ha un ruolo centrale. È stata chiamata a guidarlo Raffaella Casella, nuova Marketing & Communication Manager, con una solida esperienza alle spalle.“ La necessità era chiara: distinguere la comunicazione tra primo impianto e Aftermarket. Si tratta di due mondi diversi, con target e aspettative differenti”, spiega.“ Nel primo impianto il focus è sulla capacità di garantire flessibilità, qualità, certificazioni e affidabilità. Per l’ aftermarket, invece, il messaggio deve essere incentrato sul valore del brand e sul servizio. Anche in questo segmento vogliamo posizionarci come marchio premium”. Da qui è nata la scelta di creare un’ identità specifica e autonoma per l’ Aftermarket, supportata da un’ attenta analisi del mercato e dei competitor.“ Ci siamo chiesti dove potessimo distinguerci, e la risposta era già nel nostro DNA: qualità da OE, produzione interamente italiana, know-how ingegneristico e controllo della filiera”. OMP gioca la sua partita su valori concreti: rigore, competenza, fidelizzazione e longevità.“ Le nostre percentua-
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