PARTS TRUCK Lug/Ago 2026 | Page 57

OGISTICA
& rasporti
Da sinistra: Pietro
Meda, Presidente AC di Milano; Massimiliano
Artusi, Presidente di Federauto; Geronimo La Russa, Presidente dell ' ACI
zione familiare, presenti sul territorio con oltre 3.500 sedi. Un comparto che genera circa 75 miliardi di euro di fatturato e garantisce occupazione diretta a oltre 120.000 persone. Secondo il presidente di Federauto“ il concessionario non rappresenta soltanto il punto terminale della vendita, ma costituisce un osservatorio privilegiato del mercato grazie al contatto quotidiano con clienti e operatori. Una funzione che consente di trasferire ai costruttori e ai decisori politici le esigenze reali della domanda, contribuendo a creare un equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità economica e regolamentazione”.
LE QUATTRO PROPOSTE DI FEDERAUTO Guardando al futuro del settore, Artusi ha indicato quattro priorità sulle quali Federauto intende sviluppare il proprio impegno. La prima riguarda una revisione dell’ attuale approccio alla decarbonizzazione, superando la valutazione delle emissioni limitata allo scarico e adottando il principio della neutralità tecnologica. La seconda proposta riguarda la fiscalità. Federauto chiede un sistema stabile e competitivo, in linea con quello adottato nei principali Paesi europei, superando la logica dei bonus episodici che“ rischiano di generare effetti distorsivi sul mercato”. Terzo punto è l’ aggiornamento delle regole europee che disciplinano la
distribuzione, con l’ obiettivo di ridefinire in modo trasparente i rapporti tra costruttori e concessionari e di riconoscere il valore della funzione imprenditoriale svolta dalla rete. Infine, particolare attenzione viene posta sul tema delle competenze.“ La trasformazione tecnologica in atto richiede infatti nuove professionalità – ha concluso Massimo Artusi- e rende necessario favorire l’ ingresso di giovani e donne in un settore che deve confrontarsi anche con gli effetti della denatalità”.
IL PUNTO DI VISTA DEI COSTRUTTORI TRUCK Particolarmente interessante è stata la tavola rotonda dedicata ai veicoli industriali, che ha visto la partecipazione dei vertici italiani dei principali costruttori presenti sul mercato: Volvo Trucks, DAF, Scania, Iveco, Daimler Truck, Ford Trucks e Renault Trucks. Dal confronto è emersa una posizione sostanzialmente condivisa. Nessuno mette in discussione gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni e il percorso verso il 2040, ma tutti chiedono che la transizione venga affrontata con pragmatismo. Secondo i costruttori, infatti, il principale ostacolo non è più rappresentato dalla tecnologia. Il mercato dispone già di una pluralità di soluzioni: diesel di ultima generazione alimentati con HVO, gas naturale, veicoli elettrici e, in prospettiva, l’ idrogeno. La vera sfida consiste nel creare un ecosistema favorevole alla diffusione di queste tecnologie. Il tema dell’ energia è stato indicato come uno degli aspetti più critici. Senza costi energetici competitivi e prevedibili nel tempo, l’ elettrificazione rischia infatti di risultare poco soste-
nibile dal punto di vista economico per le imprese di trasporto. Accanto all’ energia emerge il problema delle infrastrutture. Per favorire una diffusione significativa dei mezzi a zero emissioni sarà necessario realizzare una rete di ricarica e rifornimento capillare, interoperabile e disponibile lungo le principali direttrici europee. I costruttori hanno inoltre evidenziato il ruolo fondamentale della committenza. Le esperienze più avanzate dimostrano che la sostenibilità diventa realmente praticabile quando tutta la filiera è coinvolta e quando il mercato riconosce un valore economico ai servizi di trasporto a basse emissioni. Il messaggio emerso dal confronto è chiaro: il raggiungimento degli obiettivi europei dipenderà meno dalla disponibilità di nuovi veicoli e più dalla capacità di creare condizioni favorevoli sotto il profilo energetico, infrastrutturale, economico e normativo.
IL FUTURO DEI CONCESSIONARI TRUCK Al Transpotec, il confronto è proseguito tra Massimo Artusi e Massimiliano Perri, Direttore Generale di Iveco Mercato Italia, che hanno concordato sul fatto che il concessionario truck resterà centrale nella filiera, pur dovendo evolvere. Veicoli sempre più complessi, digitalizzazione e intelligenza artificiale richiedono competenze avanzate, consulenza specializzata e assistenza capillare. Sul modello di agenzia prevale prudenza, con l’ obiettivo di preservare il ruolo imprenditoriale del concessionario e il rapporto diretto con il cliente.
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