PARTS TRUCK Lug/Ago 2026 | Page 35

AZIENDE
ed occidentali e nello sviluppo di nuovi programmi industriali.“ L’ o- biettivo – sottolinea – è uniformare la mentalità tra produzione di primo impianto e aftermarket. La sfida è superare definitivamente la distinzione culturale tra prodotto OEM e aftermarket”. Un concetto sempre più centrale in un mercato dove il livello qualitativo richiesto ai componenti aftermarket è lo stesso del primo impianto.“ La qualità è diventata la base minima per stare sul mercato: se non fornisci un prodotto di qualità sei automaticamente escluso dalla shopping list del cliente che oggi non accetta più il concetto che il minor costo sia sinonimo di minor qualità”. Way Assauto opera in molteplici settori, automotive, truck, ferroviario, agricolo, veicoli speciali e applicazioni industriali, con soluzioni estremamente diverse tra loro ma accomunate dalla necessità di garantire standard qualitativi elevati e processi sempre più certificati.
DAL PRODOTTO ALLA CERTIFICAZIONE DELL’ AZIENDA Secondo Lutri, oggi il vero salto culturale riguarda soprattutto il concetto di sistema qualità. Non basta più certificare il prodotto: i clienti vogliono verificare l’ intera organizzazione aziendale.“ I clienti stanno ponendo sempre più attenzione alle certificazioni ambientali, alla sicurezza sul lavoro e alla cybersecurity. Certificazioni come ISO 14001 o ISO 45001 rappresentano oggi un vero valore aggiunto competitivo”. Un aspetto particolarmente evidente anche
nel mondo truck e industriale.“ Nel mondo truck, in particolare, abbiamo un cliente che oggi chiede espressamente informazioni sulle certificazioni ambientali e di sicurezza”. In quest’ ottica rientra anche il forte investimento di Way Assauto sulla sicurezza informatica.“ La cybersecurity è diventata fondamentale. Abbiamo introdotto sistemi cloud di backup e simulazioni di attacchi informatici per verificare eventuali vulnerabilità e garantire la protezione dei dati aziendali”. Parallelamente l’ azienda sta lavorando allo sviluppo del nuovo stabilimento marocchino destinato a supportare programmi produttivi per clienti importanti, come Stellantis.“ L’ obiettivo è trasferire fin dall’ inizio la mentalità europea della qualità e dell’ organizzazione industriale”. Per Lutri, Asti oggi rappresenta molto più di un semplice stabilimento produttivo.“ È un vero polo tecnologico, capace di seguire contemporaneamente prodotti e applicazioni molto differenti tra loro”.
LA METODOLOGIA DELLE 5“ S” Tra i progetti più importanti avviati negli ultimi mesi c’ è anche l’ introduzione della metodologia giapponese delle 5S: Seiri, separare, Seiton, riordinare, Seiso, pulire, Seiketsu, sistematizzare o standardizzare, Shitsuke, diffondere o sostenere. Non si tratta semplicemente di tenere pulito uno stabilimento per fare bella figura con il cliente, ma di creare efficienza reale”. Lutri porta esempi molto concreti: eliminare strumenti inutili, assegnare una posizione precisa a
Luigi Lutri, Quality Manager dell’ azienda di Asti
ogni attrezzatura, individuare immediatamente eventuali anomalie produttive o perdite sugli impianti. Piccoli dettagli che, sommati, incidono direttamente sulla produttività.“ Se un operatore perde tempo a cercare uno strumento o lavora in condizioni disordinate aumenta inevitabilmente il rischio di errore. La qualità del prodotto non la fa l’ ufficio qualità: la fanno le persone in produzione. Il nostro compito è creare le condizioni migliori perché possano lavorare senza stress inutili e senza inefficienze”. Per questo motivo il sistema 5S viene monitorato attraverso audit mensili, checklist e punteggi, con l’ obiettivo di trasformare queste pratiche in abitudini consolidate, perché, come sostiene il Quality Manager Way Assauto,“ selezionare pezzi scartati o rifare lavorazioni significa soltanto perdere tempo e risorse che potrebbero essere dedicate ad attività a maggior valore aggiunto. Più la cultura della qualità viene interiorizzata da tutti, più aumenta il valore aggiunto reale dell’ azienda”.
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