PARTS TRUCK Gen/Feb 2025 | Page 6

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Nel 2026, al netto delle incognite internazionali, ci sono le premesse per un buon anno da affrontare con fiducia e determinazione
In questa fase iniziale dell’ anno è lecito dare uno sguardo allo specchietto retrovisore per tracciare un bilancio dei dodici mesi appena trascorsi. Un bilancio che, per quanto riguarda i veicoli industriali, pur in chiaroscuro, si presenta positivo o, meglio, considerate le premesse iniziali, migliore del previsto. Per quanto riguarda i veicoli pesanti, l’ anno, secondo ANFIA, si è chiuso con 27.709 nuove immatricolazioni, facendo segnare un-2,8 % rispetto alla chiusura del 2024. C’ è un segno meno e quindi si è trattato di un anno difficile, ma nulla a che vedere con le previsioni iniziali, che in qualche caso si spingevano a ipotizzare fino a un 20 % in meno di mercato! Con saggezza, gli osservatori più avveduti sostengono ormai che, salvo fenomeni eccezionali e imprevedibili, la domanda di pesante in Italia si stia assestando nell’ intorno delle 28.000 unità. Un’ importante spinta al rinnovo del parco, che rimane tra i più anziani d’ Europa, verrà dal recente stanziamento ministeriale di 590 milioni complessivi in cinque anni, dal 2027 al 2031. Qualcosa in più di una semplice boccata d’ ossigeno, che speriamo venga gestita in modo oculato. A lato del nuovo, l’ usato continua a girare bene, anche se per alcuni i piazzali iniziano ad appesantirsi a causa dei rientri da buy-back. Flessione più significativa per i veicoli commerciali leggeri, sotto le 3,5 tonnellate, che hanno registrato un-5 % rispetto al 2024, chiudendo con 188.400 unità, contro le 198.219 dell’ anno precedente. Una perdita di mercato in apparente contrasto con l’ espansione sempre più sostenuta del commercio online che, per definizione, necessita di veicoli leggeri e maneggevoli. Una possibile chiave di lettura di questo fenomeno è che, a causa del traffico sempre più intenso, della chiusura dei centri cittadini, della mancanza di corsie riservate alla consegna delle merci e, non ultima, della riduzione dei limiti di velocità nei centri abitati, gli operatori logistici si stiano orientando verso mezzi diversi, più piccoli e agili, quali le e-cargo bike per l’ ultimo miglio. In grande spolvero, dopo anni bui, rimorchi e semirimorchi, che mostrano una crescita del 14,2 %. Continua il trend positivo del mercato dei ricambi, sia OEM sia IAM, che nel 2025 è stato interessato da importanti operazioni di fusione e acquisizione. Le officine, alle quali il lavoro non manca, mostrano tuttavia una certa sofferenza a causa dei ritardati pagamenti di una parte della clientela, dovuti alla carenza di liquidità. Buone notizie provengono dalla contract logistics, che vede il numero delle aziende avviarsi verso la stabilizzazione, mentre il settore resta dinamico: un terzo degli operatori italiani ha progetti di intelligenza artificiale applicata alla logistica. E il 2026, come si presenta? Al netto delle purtroppo ben note incognite internazionali, ci sono le premesse per un buon anno. Guardiamo avanti, quindi, con fiducia e determinazione.
Francesco Oriolo
TRUCK