PARTS TRUCK Gen/Feb 2025 | Page 31

Nicolò Rossi, Managing Director di
Experica
AZIENDE
Abbiamo inserito nuove figure, a partire già dal 2024, per gestire determinate aree e dovremo delegare di più, senza però perdere il contatto con le persone, che è sempre stato il nostro punto di forza. Avremo una maggiore connotazione a livello di marketing e altre funzioni che prima erano svolte direttamente dagli azionisti.
A proposito di organizzazione, state pensando a una struttura per funzioni o per linee di business? Stiamo evolvendo verso un’ organizzazione più strutturata per funzioni, con una prima linea di dirigenti che gestiranno marketing, vendite, supporto, ecc. Questo ci permetterà di avere un ruolo più gestionale, e anche la figura del capofiliale evolverà, non sarà piu concentrata solo sulle vendite ma avrà a disposizione una serie di indicatori per la reddività della filiale, per la gestiomne del personale e per la gestione dei costi in filiale.
Riguardo alla politica delle filiali, ci sono novità? Nel 2025 non abbiamo aperto nuove filiali. Tutte quelle esistenti avevano budget importanti e ambiziosi da raggiungere, il processo è stato di consolidamento.
Al momento, non abbiamo obiettivi di nuove aperture, ma abbiamo fissato di raggiungere il fatturato prefissato a perimetro costante, concentrandoci sull’ integrazione nelle zone in cui siamo già presenti. Nel 2026, se ci sarà la possibilità di aprire qualcosa, lo faremo, ma più probabilmente nella seconda metà dell’ anno, mentre la prima parte dell’ anno sarà dedicata al consolidamento e all’ integrazione.
A tal proposito come vede il mercato della distribuzione italiano? La polarizzazione è evidente. Sembra quasi una politica a livello europeo, con le aziende più grandi che si concentrano e si polarizzano per sviluppare più fatturato. Per quanto riguarda le aziende più piccole, trei 15 e i 30 milioni di fatturato, credo che a un certo punto dovranno fare un passo importante per crescere e competere. Questo potrebbe significare sinergie, unioni o acquisizioni. La frammentazione si ridurrà a favore di un mercato ancora più polarizzato.
E i piccoli operatori, i ricambisti provinciali? Il piccolo operatore, il ricambista provinciale che fa tra il milione e mezzo e i
tre milioni di fatturato, secondo me non avrà grossi problemi. Rimarrà indipendente, anche se immagino che le forniture dirette dai grandi gruppi passeranno attraverso Gruppi di maggiore peso e importanza. La loro indipendenza economica e societaria rimarrà. La situazione più delicata è per le aziende tra i 5 e i 15 milioni, che sono troppo piccole per essere grandi e troppo grandi per essere piccole. Queste dovranno prendere decisioni importanti di concentrazione. Lo vediamo anche a livello di flotte, con acquisizioni e ingrandimenti.
La vostra squadra è composta da collaboratori giovani o avete difficoltà nel ricambio generazionale? Abbiamo avuto la fortuna di avere un bel mix tra persone con esperienza e persone giovani che si sono appassionate al lavoro. In alcune filiali, come quella di Torino aperta nel 2018, abbiamo deciso di prendere personale già formato e con esperienza sul mercato, sapendo che avrebbero avuto un percorso più breve, ma che avrebbero contribuito a creare una realtà giovane e dinamica. È positivo sapere che il nostro mondo si sta rinnovando.
31
TRUCK