[ I trend automotive ]
GRAFICO 3
FILIERA AUTOMOTIVE : QUANTO COSTA LA TRANSIZIONE
ENERGETICA
� La filiera automotive rileva un gap di competitività sulle principali voci di costo ( lavoro , energia , logistica ), ma premia l ’ Italia in termini di produttività
100
Costo orario per personale operaio ( Italia = 100 )
-15 % 105
85
152
42 46
45
1 datapoint
Eurostat 1
12
Tempo uomo per unità prodotta - Lavoro diretto ( Italia = 100 )
100
116
129
139
1 datapoint 122
ITALIA |
FRANCIA |
SPAGNA |
GERMANIA |
POLONIA |
REP . CECA |
SLOVACCHIA |
MAROCCO |
ITALIA |
FRANCIA |
SPAGNA |
POLONIA |
REP . CECA |
Costo unitario energia elettrica (€/ kWh ; Italia = 100 ) ( 1 ) Costo logistica stradale - €/ ton / km ( Italia = 100 )
100 100
101 1 datapoint 4 %
100 1 datapoint
Eurostat
Eurostat 1
91
84 88
86
81 76
63
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na |
na |
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ITALIA |
FRANCIA |
SPAGNA |
GERMANIA |
POLONIA |
REP . CECA |
SLOVACCHIA |
MAROCCO |
ITALIA |
FRANCIA |
SPAGNA |
GERMANIA |
POLONIA |
REP . CECA |
SLOVACCHIA |
MAROCCO |
EU Ovest EU Est Altri Paesi
1
Eurostat , dato medio 2022 - primo semestre 2023 Fonte : analisi campionaria filiera italiana
vita , garantiranno lavoro a componentisti , ricambisti e officine almeno per un ulteriore decennio e molti ricambi tradizionali sono gli stessi utilizzati dalle vetture elettriche . Così , nella classifica dei problemi percepiti dagli operatori dell ’ aftermarket per lo sviluppo economico solo il 12 % degli intervistati registra lo spostamento del mercato verso l ’ elettrificazione come un ostacolo importante . Incoraggia però leggere che più di un quarto degli intervistati ( il 28,4 %) non registri nessun ostacolo allo sviluppo del business per la propria attività . Questo non significa che il settore non sia consapevole dei problemi legati alla crescita del proprio business , tra tutti l ’ ostacolo rappresentato dalla concorrenza dei Paesi emergenti , in primis la Cina , e infatti la concorrenza dei mercati asiatici è percepita come ostacolo principale allo sviluppo del business dal 37,7 % delle imprese dell ’ aftermarket italiano , sebbene queste siano fortemente integrate nelle catene globali del valore .
COMPETITIVITÀ AMBIENTALE
A cercare di fare luce sulle prospettive della filiera italiana dell ’ automotive tra transizione e competitività è anche lo studio presentato a luglio realizzato da Federmeccanica e Università di Genova “ L ’ automotive verso la competitività ambientale ”, che cerca di inquadrare rischi e opportunità del futuro del settore in correlazione a quanto sta accadendo in particolare tra Europa e Cina , con il Green Deal e l ’ introduzione dei dazi aggiuntivi all ’ importazione delle autovetture elettriche dal Paese asiatico . Curato da Corrado La Forgia , Vicepresidente di Federmeccanica e dal professor Luca Beltramelli dell ’ ateneo ligure , lo studio offre alcune riflessioni orientate alla revisione delle attuali normative comunitarie negli obiettivi e nei tempi , adottando soluzioni per supportare la trasformazione green come la neutralità tecnologica : le sue possibili soluzioni ( motorizzazioni a idrogeno , fuel cell a idrogeno , biocombustibili , combustibili sintetici ) consentirebbero ai produttori europei e ai loro fornitori di diversificare l ’ offerta di prodotti , anche conquistando posizioni di leadership globale . Tra le proposte dell ’ analisi : aumentare il public procurement e rivedere i vincoli normativi che hanno determinato una distorsione della produzione europea verso auto pesanti , veloci e costose ; alzare progressivamente l ’ asticella tecnologica come è accaduto per Euro 1 , Euro 2 , Euro 6 … Per quanto ci riguarda lo studio segnala che l ’ Italia , con il suo sistema manifatturiero fatto per la maggior parte di PMI , deve necessariamente trovare la sua collocazione nelle nuove catene globali del valore : i costruttori francesi e tedeschi non bastano più . Inoltre mancano , nel nostro Paese , grandi “ rimorchiatori tecnologici ”. Gli incentivi pubblici , poi , “ dovrebbero mirare alla R & D per favorire il passaggio da Made in Italy a Invented and Made in Italy per scongiurare il pericolo di essere relegati al ruolo di ‘ produttori di pezzi ’ in competizione con Paesi low cost ma non più low quality ”. Per potere interagire con i grandi player internazionali , sotto-
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