PARTS Sett 2026 | Page 27

Attualità
“ La domanda non è più se i veicoli autonomi cambieranno la mobilità urbana, ma con quale modello di business, dove e con quale velocità”
LA PAROLA AGLI ESPERTI A focalizzarsi sul tema dei Software- Defined Vehicle, particolarmente strategico per l’ automotive, è stato Giulio Salvadori, Direttore dell’ Osservatorio Connected Vehicle & Mobility.“ In prospettiva, la sfida per gli operatori non sarà soltanto nella capacità di ampliare il portafoglio di funzionalità disponibili, ma nel saper costruire piattaforme software integrate e comunicare al cliente finale il valore dei servizi digitali” ha dichiarato, sottolineando anche il ruolo crescente dell’ Intelligenza Artificiale, che per oltre l’ 80 % degli OEM è da considerarsi componente ormai centrale del software, soprattutto per quanto concerne ADAS, cybersecurity e personalizzazione dell’ esperienza a bordo. Giovanni Miragliotta, Responsabile scientifico dell’ Osservatorio ha ricordato come il 2026 rappresenti un anno spartiacque per la guida autonoma, denso di lanci commerciali, approvazioni normative attese da anni, investimenti record e una corsa tecnologica serrata.“ La domanda non è più se i veicoli autonomi cambieranno la mobilità urbana, ma con quale modello di business, dove e con quale velocità” ha concluso. auto nazionale, il 48 % degli italiani ne possiede una e, tra questi, il 91 % utilizza regolarmente le funzionalità smart disponibili. Ad aver avviato progetti di Smart Mobility nell’ ultimo triennio è il 61 % dei comuni italiani, benché l’ 89 % dei cittadini indichi l’ accesso ai servizi di mobilità come una delle principali criticità del proprio territorio. Cresce la sperimentazione delle Smart Road, con 23 iniziative avviate in Italia tra il 2023 e il 2025. Oggi ben il 54 % degli italiani vorrebbe utilizzare un’ auto a guida autonoma, con un potenziale di benefici sociali per il Paese fino a 6,1 miliardi di euro. E robotaxi e robosharing, in prospettiva, potrebbero ridurre fino al 90 % i feriti nei servizi di mobilità e portare a 900mila auto in meno nelle città entro il 2050. Accelerano elettrificazione e servizi di ricarica: il 32 % degli italiani prevede di acquistare un’ auto elettrica o ibrida plug-in nei prossimi 3 anni( ma quasi il 50 % lo farebbe solo in presenza di incentivi economici). Evolvono anche le flotte aziendali, con l’ 89 % delle aziende che ha già introdotto veicoli elettrici o ibridi plug-in nel parco vetture, segnale di una transizione concreta verso modelli di mobilità sostenibile. Questi alcuni dei risultati della ricerca dell’ Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, presentata a maggio al convegno“ Driving the Future: la mobilità alla curva decisiva”.
IL MERCATO CONNECTED VEHICLE IN ITALIA
Con una crescita di quasi 500 milioni di euro, in Italia, il mercato Connected Vehicle è arrivato a sfiorare nel 2025 i 3,7 miliardi di euro(+ 14 %), valore che include: segmento delle auto connesse( 1,76 miliardi di euro, + 6 %); sistemi ADAS integrati nelle nuove vetture come frenata automatica di emergenza o mantenimento di corsia( 1,52 miliardi di euro, + 27 %); veicoli commerciali e industriali connessi( 400 milioni di euro, + 11 %). Il risultato è in linea con i valori dei principali paesi occidentali, cresciuti tra il + 15 % e il + 20 %. In termini di diffusione, si registrano 6,5 milioni di auto nativamente connesse tramite SIM(+ 16 % vs 2024), 1,7 milioni di veicoli commerciali e industriali connessi(+ 8 %) e 10,6 milioni di box GPS / GPRS per la localizzazione e la registrazione dei parametri di guida con finalità assicurative(+ 1 %).
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