PARTS Marzo 2026 | Page 26

Mercato

BEV, il nodo delle competenze
L’ elettrificazione, la digitalizzazione, la sostenibilità stanno rapidamente rimodellando il panorama e le officine devono essere pronte a garantire assistenza anche alla nuova generazione di veicoli. A questo proposito, secondo lo studio di Roland Berger il 70 % dei proprietari di auto elettriche( BEV) si affida ai centri riparazione indipendenti per interventi semplici( rispetto al 67 % del 2024), ma si scende al 53 % per le riparazioni più complesse( contro il 73 % dei veicoli a combustione interna). Resta centrale il tema delle competenze: il 45 % dei clienti di BEV indica il know-how tecnico come fattore critico. Le officine però stanno reagendo. Molte dichiarano di avere già le capacità di base per operare sulle elettriche e una parte crescente pianifica investimenti per coprire l’ intero spettro di interventi nei prossimi anni. L’ Italia dimostra di essere già al passo con i tempi: il 70 % del campione dispone delle competenze per intervenire a 360 ° su ogni tipo di BEV, a fronte di un 24 % in grado di garantire la manutenzione di base e del 76 % che comunque pianifica di investire ulteriormente in formazione.
Italia: nonostante i colpi di coda di dicembre(+ 7,6 %) e gennaio(+ 6,2 %), l’ Unrae stima per il 2026 un volume finale di 1,54 milioni di auto immatricolate e una previsione per il 2027-2028 sempre inferiore a 1,6 milioni
CINQUE TENDENZE CHIAVE
Dalla ricerca emergono alcuni temi fondamentali che ridisegnano il futuro dell’ aftermarket, dai ricambi alla manutenzione. 1. La pressione sui prezzi, l’ inflazione e la minore disponibilità economica fanno impennare la domanda di ricambi non originali. 2. Aumenta il numero di automobilisti che si rivolge alle officine indipendenti, soprattutto per le vetture con più anni. 3. L’ acquisto di ricambi online cresce soprattutto da parte delle officine, mentre i consumatori rimangono cauti. 4. Elettriche e ADAS impongono nuove competenze e attrezzature. 5. L’ interesse per la sostenibilità è alto, ma nessuno è disposto a pagare un sovrapprezzo per un ricambio rigenerato.
ADAS e sostenibilità
Ancora più complesso il capitolo ADAS. Il 49 % delle officine offre già servizi completi( in Italia il 60 %), ma il 47 % ha dovuto rifiutare interventi sui sistemi di assistenza alla guida per mancanza di attrezzature o competenze. Il limite principale è l’ investimento: banchi di calibrazione, software e know-how richiedono capitali importanti. Questo rischia di concentrare il business su pochi operatori o di costringere molti meccanici( nel nostro Paese il 36 % degli intervistati) a collaborare con specialisti esterni, riducendo i margini di guadagno. Italia( 55 %), Germania( 42 %) e Spagna( 38 %), accanto a Messico( 47 %) e Cina( 39 %), mostrano una maggiore propensione a investire, mentre altri mercati sono più cauti, creando potenziali squilibri futuri. Alto l’ interesse verso la sostenibilità, ma a una condizione. La maggior parte dei consumatori, infatti, esprime la volontà di acquistare componenti con un basso impatto ambientale, ma il 72 % afferma di non essere disposto a sostenere un costo maggiore. Anche tra le officine l’ interesse è elevato( 63 %), sebbene una percentuale significativa( 37 %) rimanga ancora neutrale o scettica. In questo contesto, dunque, i ricambi rigenerati emergono come soluzione equilibrata, coniugando riduzione dei prezzi e beneficio ambientale.
La nuova frontiera
Quando il prezzo smette di essere l’ unico differenziale, entra in gioco la customer experience. Sempre più centri assistenza, soprattutto nelle aree metropolitane e nel Vecchio Continente, puntano su servizi alternativi: prenotazione online, auto sostitutiva, officine mobili, fino ai cosiddetti“ ghost services”, in cui il mezzo viene ritirato, riparato e restituito a domicilio senza che il proprietario debba mettere piede nell’ officina. Sono proposte a basso costo che si basano su un approccio incentrato sul cliente, per il quale il valore percepito è molto alto. Chi saprà combinare prezzo, competenza tecnica e servizio sarà in grado di attrarre nuovi segmenti, comprese flotte e automobilisti più attenti al digitale.
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