Management
cessivo della Rete alla superficialità dell ’ i- struzione scolastica , dalla carenza della qualità del pensiero alla convenienza delle élite nello sviluppare un pensiero unico e non questionabile ; certamente tornare intelligenti sta diventando una necessità non più procrastinabile , senza la quale sia la continuità della specie sia la civiltà occidentale sono a rischio estinzione . “ Se rifletto sulla stupidità vado letteralmente in estasi . Che ricchezza di forme , che varietà ! Quante sottili differenze ! Un miracolo della natura e della civiltà ”, scriveva già Hans Magnus Enzensberger in un suo romanzo del 2010 . Da allora le cose sono tremendamente peggiorate : sarà solo un ’ illusione ottica ? Ci sarà un rimedio possibile ? O siamo destinati ad un mondo dell ’ intelligenza perduta ?
Benché se ne faccia un gran parlare da un paio d ’ anni , l ’ Intelligenza Artificiale ci sta accompagnando da tempo tanto che già Turing negli anni 50 aveva affrontato le sue implicazioni etico-scientifiche
Stefano Moriggi , Mario Pireddu : L ’ Intelligenza Artificiale e i suoi fantasmi , Il margine
Armando Massarenti : Come siamo diventati stupidi , Guerini & Associati
Fantasmi artificiali
Preferisco chiamare l ’ Intelligenza Artificiale “ Reti neuronali generative ”, perché mi sembra un concetto più consono al tema . Nonostante se ne faccia un gran parlare da un paio d ’ anni , questa tecnologia ci sta oramai accompagnando da parecchio tempo tanto che già Turing negli anni 50 aveva affrontato le sue implicazioni etico-scientifiche . Vero è che le sue enormi potenzialità sono strettamente legate alla potenza dell ’ hardware , ed è proprio per questo che man mano che questa capacità si accresce i risultati ci appaiono sempre più strabilianti . Due professori , Stefano Moriggi e Mario Pireddu , tentano con successo di addentrarsi nelle paure più recondite che le Reti generative stanno infondendo nell ’ opinione pubblica , tanto che persino il Papa si è scomodato a fornire nell ’ ultimo G7 la sua interpretazione teologica della natura stessa delle Macchine pensanti . Non per nulla questo piacevole libretto di sole cento pagine affronta la questione anche dal punto di vista filosofico , coinvolgendo inevitabilmente Heidegger e il suo concetto fondamentale di tecnica . “ Dobbiamo imparare ad essere liberi dalla Macchina e per essere liberi dobbiamo conoscerla ”, chiosa il professor Moriggi in una sua recente intervista televisiva . E infatti il rischio più grande è farsi cogliere da suggestioni e fantasmi inesistenti . È sicuramente un fattore di preparazione culturale ampia e trasversale che ci pone in condizioni di dominare le tecnologie senza esserne succubi : questo traguardo si raggiunge solamente coinvolgendo le numerose branche del sapere . Come affermano gli autori , l ’ essenza della IA non può essere soltanto techne ma come essa stessa faceva già parte indissolubilmente dell ’ umanesimo è oggi ancora più necessario un sapere inclusivo e non verticale né settario . Siamo di fronte ad una rivoluzione epocale che va colta nella sua interezza senza esitazioni . La grande sfida appartiene a tutto l ’ apparato culturale , che deve adeguare i propri insegnamenti all ’ evoluzione che la tecnica ci sta offrendo partendo da una profonda rivisitazione dei metodi di trasmissione valoriale sia scolastica che sociale .
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