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MERCATO
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PER AFFRONTARE LA SFIDA DELLE FRODI NEL SETTORE AUTO L’ UNIONE EUROPEA È CHIAMATA A CREARE UN QUADRO NORMATIVO CHE FAVORISCA L’ ACCESSIBILITÀ E LA PORTABILITÀ DEI DATI AUTOMOBILISTICI IN MODO UNIFORME ropei dati sui danni subiti dalle auto di seconda mano. Questo approccio“ domestic-first” adottato da alcuni Stati del continente rischia di compromettere la tutela dei consumatori a livello europeo. Poiché molte auto provengono proprio da questi Paesi dell’ Europa Occidentale, la mancanza di trasparenza mette a rischio gli acquirenti di altre nazioni, in particolare nell’ Europa Orientale.
TRASPARENZA E TUTELA NEI PAESI DEL NORD Svezia e Finlandia hanno dimostrato che è possibile coniugare la protezione dei dati personali con la condivisione di informazioni rilevanti. I loro sistemi, infatti, permettono agli acquirenti di accedere facilmente alla storia del veicolo, inclusi chilometraggio, ispezioni e passaggi di proprietà. Anche il Regno Unito, pur non facendo più parte dell’ UE, offre un accesso pubblico e semplice ai dati degli autoveicoli, contribuendo così a un mercato più sicuro. nalizzando le imprese oneste, mentre chi agisce in modo scorretto riesce a restare nell’ ombra”.
A RISCHIO I PAESI IMPORTATORI DI AUTOMOBILI USATE Pur essendo parte di EUCARIS( The European Car and Driving Licence Information System), in molti Paesi UE i dati relativi a chilometraggio, danni o passaggi di proprietà non vengono condivisi tra gli Stati membri oppure viene fatto soltanto in modo parziale. Questo approccio frammentato crea una zona grigia in cui le frodi proliferano, a danno sia dei consumatori sia degli operatori onesti. È il caso della
Germania, maggiore esportatore di auto usate nell’ Unione Europea, dove si stima che vengano esportati ogni anno quasi 2 milioni di veicoli. Tuttavia, i dati ufficiali condivisi con gli altri Paesi sono spesso incompleti, anche a causa di interpretazioni restrittive delle norme sulla privacy. Lo stesso accade in Belgio e nei Paesi Bassi, dove sistemi nazionali altamente evoluti come Car-Pass, la fondazione Nationale Auto Pas o l’ autorità olandese RDW hanno ridotto le frodi internamente, ma forniscono informazioni limitate sulle vetture destinate all’ e- stero. Anche l’ Italia non condivide regolarmente con gli altri Paesi eu-
FRODI: SERVE UN QUADRO NORMATIVO UE Per affrontare la sfida delle frodi nel settore automobilistico, l’ UE è chiamata a creare un quadro normativo che favorisca l’ accessibilità e la portabilità dei dati automobilistici in modo uniforme. Solo così sarà possibile costruire un mercato davvero unico, digitale e sicuro.“ Norme più chiare e una condivisione equilibrata dei dati possono rafforzare la fiducia nel mercato, proteggere i consumatori e sostenere le imprese oneste. La domanda che dobbiamo porci è: vogliamo proteggere informazioni che non mettono a rischio la privacy e che possono prevenire frodi o continuare a tollerare una mancanza di trasparenza che danneggia tutti?”, conclude Medonis.