Parts in OFFICINA Mag/Giu 2026 | Page 28

ATTUALITÀ
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Principali raccomandazioni dell’ EIA per le aziende

• Condurre due diligence approfondita della filiera, non limitata ai fornitori di primo livello
• Evitare l’ acquisto di refrigeranti da fonti non verificate o a prezzi anomali
• Accelerare la transizione verso refrigeranti naturali( CO 2
, ammoniaca, idrocarburi, GWP ≤ 3)
UN MERCATO FIORENTE Nel 2027, la quota HFC UE si ridurrà di quasi il 50 %( da ~ 43 a ~ 22 Mt-
CO 2 e). Con una domanda ancora elevata- il 76 % dei negozi globali Carrefour dipende ancora da sistemi HFC, il 60 % per Ahold Delhaize nell’ UE- il differenziale di prezzo tra mercato legale e illegale è destinato ad ampliarsi ulteriormente. Dal 2028 entrerà in vigore la Direttiva UE sulla Due Diligence di Sostenibilità Aziendale( CSDDD), con sanzioni fino al 3 % del fatturato globale per non conformità nella filiera. mercio illegale di gas refrigeranti. Cresce la vendita di miscele HFO contraffatte: R448A, R449A e R452A in realtà contenenti R404A ad alto GWP. In Polonia, Prozon ha confermato casi di R449A che era in realtà R404A. In Canada, l’ EPA, U. S. Environmental Protection Agency, ha allertato su cilindri R410A contenenti cloro metano, sostanza infiammabile e tossica. Massima attenzione anche all’ attività dei marketplace online: l’ analisi EIA di 50 annunci su Facebook Marketplace Polonia ha rilevato che il 100 % era sospettato di essere illegale, nessuno rispettava il Digital
Nel 2025 l’ EIA, Environmental Investigation Agency, in collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, ha svolto un’ indagine sul commercio illegale di gas refrigeranti
Services Act UE né offriva sistema di ritiro dei cilindri. Il 36 % offriva cilindri monouso( vietati nell’ UE dal 2007) a prezzi fino a 4 volte inferiori a quelli di mercato. Infine, il riciclaggio preferenziale via Bulgaria e Romania: HFC introdotti in Paesi UE con controlli doganali più deboli, poi redistribuiti in tutto il mercato interno senza quota, spesso con camion noleggiati senza targhe bulgare per eludere i controlli.
LA POSIZIONE DI ADIRA Adira non solo condanna ogni pratica illegale, ma esorta tutti i propri associati e tutti gli operatori del settore alla massima attenzione rispetto ai prodotti commercializzati e alle fonti di approvvigionamento, facendo proprie le raccomandazioni EIA. L’ Associazione, perfettamente consapevole del contesto in cui una parte significativa dell’ aftermarket indipendente italiano si trova a operare, sottolinea che la ricerca del prezzo più basso non può e non deve comunque giustificare il ricorso a pratiche in violazione delle norme di legge. La linea da seguire è quella di offrire prodotti a norma, acquistati da aziende affidabili e certificate e- qualora si riceva richiesta di prodotti“ alternativi” a prezzi inferiori- astenersi dall’ offerta. Adira ricorda infine che“ La nostra forza nei confronti degli interlocutori istituzionali e delle case auto per il riconoscimento dei nostri diritti passa anzitutto dalla nostra credibilità, che perdiamo ogni volta che decidiamo di cedere a“ occasioni” che possono apparire vantaggiose nell’ immediato, ma che minano poi il nostro percorso verso una parità di diritti vera e compiuta con gli operatori delle reti ufficiali”.