Parts in OFFICINA Gen/Feb 2026 | Page 53

TECNICA
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La sala dedicata alla formazione; a destra, una serie di campioni di materiali e colorazioni
nigramma), che dopo una lunga esperienza in alcune multinazionali del settore ha deciso di mettersi in proprio sfruttando il suo knowhow e trasformando una passione- quella per la stampa 3D, appunto- in un’ attività vera e propria, realizzando un progetto che coltivava da anni. Ci accoglie in una ampia sala riunioni in fondo alla quale si scorgono una decina di banchi, uno spazio in cui l’ azienda- ci spiega- ha avviato parallelamente un programma di corsi di formazione sull’ utilizzo di tali dispositivi. L’ idea di base nasce dalla volontà rendere più efficiente la lunga catena di approvvigionamento eliminando( o perlomeno riducendo drasticamente) i tanti passaggi che oggi esistono tra produttore, distributore, ricambista, autoriparatore e cliente finale. Come? Attraverso l’ installazione di una stampante 3D in ogni officina. Non immaginate grandi e costosissime apparecchiature, ma dispositivi poco più ingombranti di una laser da ufficio. Offrendo la possibilità di produrre direttamente in loco( o comunque reperirli a stretto giro) gli articoli di cui si ha necessità, SidusTech promette dunque di eliminare i classici problemi legati alla filiera: lunghi tempi di consegna della merce, reperibilità di alcuni pezzi( per esempio per i modelli più datati), costi di stoccaggio, rischio di obsolescenza, inquinamento, ricarichi. Insomma, un investimento che in estrema sintesi permetterebbe di abbattere tariffe e impatto ambientale, velocizzando il lavoro dell’ autoriparatore e migliorando il suo rapporto con il cliente. Un ulteriore vantaggio è rappresentato, poi, dall’ ampia possibilità di riciclo: i ricambi così prodotti, infatti, possono essere facilmente riportati
allo stato originario di filamento per una nuova realizzazione attraverso la stampa 3D. Detta così, sembra tutto semplice; il mercato dell’ aftermarket, tuttavia, è molto complesso e quello dei ricambi in particolare è notoriamente fatto di migliaia di codici e tantissimi materiali differenti. È naturale dunque chiedersi quali siano gli articoli che si possono produrre in autonomia?“ Il progetto in questo momento si concentra su ciò che è realizzabile con le attuali tecnologie di stampa 3D”, sottolinea Cappabianca,“ quindi principalmente con materiali plastici e