ATTUALITÀ
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Gli uomini, le generazioni più giovani e chi vive in centri di piccole dimensioni sono quelli maggiormente motorizzati. Al crescere dell’ età anagrafica e nei grandi centri abitati, l’ auto è mediamente una sola
“ NEL POST- VENDITA, CRESCE LA RILEVANZA DELLA FORMULA DI PAGAMENTO BUY NOW PAY LATER, UTILE PER AFFRONTARE LE SPESE POST ACQUISTO, TRA CUI QUELLE DI MANUTENZIONE E RIPARAZIONE”
Chi possiede un’ automobile solitamente la guida con regolarità, soprattutto tra gli uomini della Gen X e coloro che sono intenzionati ad acquistarne una entro l’ anno. Le donne, gli anziani e chi risiede nei grandi centri abitati della nostra Penisola, invece, risultano meno avvezzi alla guida
PREFERENZE E PROSPETTIVE DEGLI ITALIANI La mobilità privata resta saldamente al centro delle abitudini quotidiane: il 92 % degli italiani, infatti, possiede almeno un’ auto in famiglia e la utilizza con regolarità; si tratta soprattutto di uomini appartenenti alla Generazione X. Lievemente inferiore, invece, la propensione alla guida tra le donne, gli over 65 e di chi vive nei grandi centri urbani. Ma quanti italiani valutano di cambiare auto entro i prossimi 12 mesi? Ben il 35 %, con punte del 46 % tra i Millennials( nati tra il 1980 e il 1996) e del 39 % tra la Generazione X( tra il 1965 e il 1980). In un contesto di sfide economiche e attenzione ai costi, se quasi il 60 % degli acquirenti aspira comunque a orientarsi verso un’ auto nuova, il mercato dell’ u- sato si conferma una scelta sempre particolarmente attrattiva tra i giovani della Gen Z( 34 %), nati 1997 e il 2012, e i residenti al Sud e nelle isole( 39 %). Diverse anche le preferenze espresse in termini di tipologia di alimentazione di automobili. Oltre la metà degli intervistati( 54 %) punta su auto elettriche o ibride, con una netta preferenza per queste ultime( 44 %). Su base geografica e generazionale emergono ulteriori differenze: al Sud e tra i ceti medio-bassi si conferma una maggiore attrattiva per le auto diesel e usate, mentre al Centro-Nord i più giovani e i ceti medio-alti si dimostrano più aperti e disponibili verso soluzioni green.