PARTS Giugno 2026 | Seite 42

4 chiacchiere con …

“ Il marchio aiuta, ma non basta. La fedeltà del cliente si guadagna nel tempo. Noi abbiamo rapporti storici consolidati e questo è stato molto utile negli ultimi periodi”
“ Abbiamo un forte footprint produttivo che copre diverse tecnologie: lighting, powertrain, sistemi termici. Inizialmente servivamo i costruttori europei presenti in Cina, ma oggi lavoriamo sempre di più con le case cinesi e gli OEM locali. Questo ci permette di avere un vantaggio competitivo anche nell’ aftermarket- grazie alla nostra struttura a Shangai- perché possiamo contare su conoscenze e sinergie con il primo equipaggiamento. Quello cinese è un mercato difficilissimo per un’ azienda non locale, dominato dai produttori locali e dove le performance delle aziende aftermaket europee non sono così strabilianti. Il mercato è organizzato in“ parts town”, cioè aree urbane dove vengono venduti i ricambi. Questi negozi non hanno grandi stock fisici: i magazzini sono fuori città e ogni mattina vengono riforniti i punti vendita. È un sistema molto efficiente, anche se diverso dal nostro. Gli operatori locali spesso fanno parte di gruppi più grandi che coprono intere regioni, pur operando come ricambisti a livello locale. Anche per le officine il modello è diverso. Le reti di officine non hanno la“ stabilità” e i contenuti delle reti europee, oltre a non possedere una dimensione nazionale e a lavorare con profittabilità basse. Proprio questo rende difficile costruire reti strutturate come le nostre”.
Quanto è importante, in un momento di cambiamento, avere un progetto forte, sopratutto lato operatori?“ Il marchio aiuta, ma da solo non basta. La fedeltà del cliente si guadagna infatti nel tempo. Noi abbiamo rapporti storici consolidati e questo è stato molto utile negli ultimi periodi. La nostra rete Magneti Marelli Checkstar è l’ eredità di un progetto che vanta più di un secolo, con la prima officina aperta nel 1920. La vera rete è nata a partire dagli anni Ottanta come elettrauto. Negli anni si è evoluta come rete elettro-meccanica ed è diventata una rete di riferimento in Italia e in Europa”.
State valutando collaborazioni con i costruttori cinesi che arrivano in Italia ma non dispongono di una rete di assistenza strutturata?“ Stiamo dialogando con alcuni costruttori cinesi già da un po’ di tempo. Avendo noi una rete di officine distribuita capillarmente sul territorio, viene abbastanza naturale pensare di stringere accordi con questi“ newcomer”, per offrire sia la rete sia la gestione dei ricambi. È un tema sul tavolo, lo stiamo valutando, ma al momento non ha ancora portato a un risultato concreto”.
L’ ultima domanda: secondo lei, il mercato dell’ aftermarket automotive potrà continuare a crescere nei prossimi anni?“ Sì, anche grazie all’ invecchiamento del parco circolante, che negli ultimi anni ha sostenuto tutto l’ aftermarket indipendente. È un fenomeno che continuerà ancora. Inoltre, la transizione verso l’ elettrico sta avvenendo più lentamente di quanto si pensasse. Qualche anno fa si immaginava una elettrificazione completa entro il 2030, oggi è chiaro che servirà più tempo”.
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