PARTS Giugno 2026 | Seite 36

A ttualità

Nel 2025, l’ EIA- Environmental Investigation Agency, in collaborazione con la Guardia di Finanza italiana, ha svolto un’ indagine sul commercio illegale di gas refrigeranti
PRINCIPALI RACCOMANDAZIONI EIA PER LE AZIENDE
• Condurre due diligence approfondita della filiera, non limitata ai fornitori di primo livello
• Evitare l’ acquisto di refrigeranti da fonti non verificate o a prezzi anomali
• Accelerare la transizione verso refrigeranti naturali( CO₂, ammoniaca, idrocarburi, GWP ≤ 3)
documentando pratiche fraudolente sistematiche in tre aziende della filiera. Halpha Refrigerant / Arvisa, importatore albanese sospettato di introdurre R404A vergine etichettato falsamente come“ rigenerato”, opera nel Sud Italia, con un fatturato dichiarato di 15 milioni di euro in cinque anni. Arvisa( distributore italiano collegato) è stata oggetto di un sequestro di 14 tonnellate di HFC non soggetti a quota nel marzo 2025 da parte delle autorità italiane. Il Ministero dell’ Ambiente italiano ha successivamente richiesto la cancellazione della quota dell’ azienda alla Commissione Europea. Carma Metal, importatore di Salerno, ha ammesso all’ EIA di: superare routinariamente i limiti di quota( 6-7mila cilindri / anno a fronte di una quota autorizzata per ~ 3.200); approvvigionarsi in Bulgaria e Romania( usate come punti di“ sistemazione” per gas di origine turca); ricevere spedizioni marittime di HFC importati illegalmente. Ha anche ammesso di fatturare R404A vergine come R448A per eludere i controlli e di accettare pagamenti in contanti. Secondo il rappresentante, un investimento di 200mila euro può renderne fino a 500mila. Puglia Oxygen, distributore di Manfredonia, ha offerto 200 kg di R404A vergine con modifica della documentazione contabile. I cilindri ricaricabili vengono smontati e venduti come rottame( 300-500 euro / lotto) in violazione del Regolamento F-Gas. Nei magazzini sono stati filmati cilindri etichettati“ Halpha Refrigerant”.
I trend dell’ illegalità
Nelle sue indagini, l’ EIA ha registrato alcune tendenze utili a definire e lottare contro il fenomeno del commercio illegale di gas refrigeranti. Cresce la vendita di miscele HFO contraffatte: R448A, R449A e R452A in realtà contenenti R404A ad alto GWP. In Polonia, Prozon ha confermato casi di R449A che era in realtà R404A. In Canada, l’ EPA, U. S. Environmental Protection Agency, ha allertato su cilindri R410A contenenti cloro metano, sostanza infiammabile e tossica. Massima attenzione anche all’ attività dei marketplace online: l’ analisi EIA di 50 annunci su Facebook Polonia ha rilevato che il 100 % era sospettato di essere illegale, nessuno rispettava il Digital Services Act UE né offriva sistema di ritiro dei cilindri. Il 36 % offriva cilindri monouso( vietati nell’ UE dal 2007) a prezzi fino a 4 volte inferiori a quelli di mercato. Infine, il riciclaggio preferenziale via Bulgaria e Romania: HFC introdotti in paesi UE con controlli doganali più deboli, poi redistribuiti in tutto il mercato interno senza quota, spesso con camion noleggiati senza targhe bulgare per eludere i controlli.
Nel futuro, rischio in crescita
Nel 2027, la quota HFC UE si ridurrà di quasi il 50 %( da ~ 43 a ~ 22 MtCO 2
e). Con una domanda ancora elevata- il 76 % dei negozi globali Carrefour dipende ancora da sistemi HFC, il 60 % per Ahold Delhaize nell’ UE- il differenziale di prezzo tra mercato legale e illegale è destinato ad ampliarsi ulteriormente. Dal 2028 entrerà in vigore la Direttiva UE sulla Due Diligence di Sostenibilità Aziendale( CSDDD), con sanzioni fino al 3 % del fatturato globale per non conformità nella filiera.
La posizione di Adira
Adira non solo condanna ogni pratica illegale, ma esorta tutti i propri associati e tutti gli operatori del settore alla massima attenzione rispetto ai prodotti commercializzati e alle fonti di approvvigionamento, facendo proprie le raccomandazioni EIA. L’ Associazione, perfettamente consapevole del contesto in cui una parte significativa dell’ aftermarket indipendente italiano si trova a operare, sottolinea che la ricerca del prezzo più basso non può e non deve comunque giustificare il ricorso a pratiche in violazione delle norme di legge. La linea da seguire è quella di offrire prodotti a norma, acquistati da aziende affidabili e certificate e- qualora si riceva richiesta di prodotti“ alternativi” a prezzi inferiori- astenersi dall’ offerta. Adira ricorda infine che“ La nostra forza nei confronti degli interlocutori istituzionali e delle case auto per il riconoscimento dei nostri diritti passa anzitutto dalla nostra credibilità, che perdiamo ogni volta che decidiamo di cedere a“ occasioni” che possono apparire vantaggiose nell’ immediato, ma che minano poi il nostro percorso verso una parità di diritti vera e compiuta con gli operatori delle reti ufficiali”.
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