PARTS Giugno 2026 | Page 29

Mercato
Breve termine trainato da turismo e affari
Il noleggio a breve termine è cresciuto, ma a velocità variabile. Sono aumentati fatturato( 1,6 miliardi, + 6,4 %), noleggi( quasi 5 milioni) e immatricolazioni(+ 8,4 %), mentre sono rimasti stabili i giorni di noleggio( 38 milioni) e si sono ridotte durata media dei noleggi(-3 %) e flotta(-2 %). Il vero traino per il settore è il canale aeroportuale, che ha generato il 60 % del business ed è cresciuto dell’ 11 %. In aumento anche i clienti diretti( 34 % del totale), mentre i broker si sono confermati fondamentali( 31 %) per sostenere i volumi.
Il Presidente di Aniasa Italo Folonari e Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company
Lungo termine al massimo
Il noleggio a lungo termine ha continuato la sua espansione strutturale, toccando livelli record: oltre 13 miliardi di € di fatturato, 1,3 milioni di veicoli in flotta, 411mila immatricolazioni(+ 10 %) che hanno portato al 24 % l’ incidenza sul mercato auto nazionale. In crescita i clienti privati( 185mila e + 4 %), segnale di un cambio culturale dalla proprietà verso l’ uso del veicolo. Sul fronte delle alimentazioni, continua a calare il diesel( sceso al 28 % delle immatricolazioni), mentre elettrico e plug-in hanno raggiunto complessivamente il 20 %. Sempre più lunghi i contratti: il 78 % supera i 36 mesi.
Car sharing in crisi
Il car sharing attraversa oggi una fase critica: non ha raggiunto il break-even e paga l’ effetto congiunto dello scarso supporto degli enti locali, dell’ assenza di regole nazionali uniformi, di un adeguato impianto normativo, dell’ aumento dei costi operativi( furti, usi impropri, sanzioni) e di una fiscalità sfavorevole. I noleggi sono passati dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno di 4 milioni e la flotta si è ridotta di oltre il 70 % rispetto al pre-Covid.
Primo trimestre 2026: crescita e brand cinesi
Si conferma il trend di crescita del long term, anche se con primi segnali di rallentamento, e quello altalenante dello short. Nel lungo
termine, alla crescita del giro d’ affari(+ 5,6 %) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli(+ 3,2 %), fa da contraltare il calo delle immatricolazioni(-4,3 %), su cui pesano i numerosi rinvii dei rinnovi delle flotte decisi dalla clientela aziendale per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. In crescita la presenza di vetture di brand cinesi( 12,4 % delle immatricolazioni), nel breve termine addirittura 1 vettura su 5 arriva dalla Cina.
Rapporto Aniasa 2025: flotta a quota 1,5 milioni di veicoli e immatricolazioni al 34 % del mercato nazionale
Criticità: fiscalità e quote di elettrico
Come confermato dal Presidente di Aniasa Italo Folonari,“ L’ avanzata della mobilità a noleggio nel nostro Paese è oramai un trend strutturale che comporta effetti positivi per l’ industria automotive, la sicurezza delle strade e la riduzione delle emissioni grazie a un rinnovo della propria flotta decisamente più veloce della media nazionale( circa 4 anni vs oltre 13 anni)”. Ma perdurano
anche le criticità,“ Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende clienti del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti. Auspichiamo che nel 2026 si intervenga finalmente sulla fiscalità dell’ auto aziendale: l’ appuntamento è l’ attuazione della Legge Delega per la riforma tributaria che prevede proprio la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese. Auspichiamo parallelamente che nell’ attuazione della riforma possa essere adottata l’ aliquota IVA agevolata del 10 % per i noleggi di veicoli a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing” ha proseguito Folonari. Particolarmente preoccupante è poi il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per le flotte aziendali e le società di noleggio: 45 % delle immatricolazioni al 2030 e 80 % al 2035 %.“ Un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’ infrastruttura di ricarica. Il risultato sarebbe paradossale: meno ricambio del parco auto, aumento dell’ anzianità dei veicoli in flotta, forti criticità per il turismo nei centri minori che necessita del noleggio a breve termine, un pericoloso ritorno al rimborso chilometrico con veicoli datati e possibili forme di evasione fiscale. Di fatto, un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione”, ha concluso Folonari.
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