PARTS Gen/Feb 2026 | Seite 49

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Empatia artificiale
Ma l’ IA performa sempre più anche in situazioni che richiedono caratteristiche umane per definizione, per esempio la capacità di gestire emozioni come l’ empatia: in un test in ambiente medico, per esempio, i chatbot IA hanno ricevuto valutazioni di qualità della risposta e di empatia nettamente superiori a quelle dei dottori in carne e ossa. Moioli ha poi spiegato che“ L’ IA, pur non provando empatia, è bravissima a simularla” e accennato a evoluzioni ulteriori di IA avanzate e peculiari, nonché al prossimo arrivo dei computer quantistici, con i primi prototipi già sviluppati nel 2025.
IA in azienda e dati al centro
Nella seconda parte dell’ intervento, Moioli ha spiegato come le aziende possono diventare IA enabled: per adottare l’ IA in modo strategico, è necessario agire contemporaneamente in sei ambiti: strategia, processi, tecnologia, organizzazione, cultura e competenze. Non basta“ installare Copilot e usare dei tool”, occorre definire l’ uso complessivo dell’ IA, bilanciare innovazione e adozione, andare oltre i singoli“ use case” per una visione più integrata e gestire il rischio. Per Moioli, il vero vantaggio competitivo non risiede nell’ algoritmo, ma nei dati proprietari dell’ azienda: con questi al centro, l’ IA può essere utilizzata per trasformare prodotti, operazioni interne e l’ engagement con i clienti. L’ IA, infatti, è una General Purpose Technology, da utilizzare non solo per automatizzare ciò che già si fa, ma per“ ridisegnare il processo e inventare un modo di lavorare”. Questo implica un cambio di paradigma, passando da processi che guidano i dati a dati e obiettivi che guidano i processi.
Organizzazione, cultura e competenze
Infine, circa l’ organizzazione, Moioli ha illustrato tre modelli principali: team centralizzati, decentralizzati o ibridi, evidenziando l’ emergere di nuovi ruoli, come il Chief AI Officer. Ma soprattutto, per utilizzare l’ IA serve cultura, aziendale e dei dipendenti. Le aziende di successo, ha spiegato, hanno una forte“ cultura dell’ apprendimento continuo”: accettano rischi, sfide ed errori. Sulle competenze, il relatore ha descritto le tre caratteristiche dei nuovi leader: agilità cognitiva, coraggio nella trasformazione e capacità di attrarre le nuove generazioni, con un mix di competenze di business, tecnologiche e quantitative.“ nel mondo del lavoro stiamo diventando tutti manager” ha concluso,“ L’ IA ci permette di delegare compiti e concentrarci sulla gestione e la valutazione e il suo impatto, positivo o negativo, dipende esclusivamente da noi e da come la useremo”.( B. C.) ■
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